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| foto lavinium.com |
"Apianum", originario della Campania dove fu importato, molto probabilmente, da popolazioni liguri delle Alpi Apuane nella zona del comune di Lapio in provincia di Avellino, ormai è presente in varie regioni centro-meridionali. Nel Cilento, in provincia di Salerno, e in Basilicata, in provincia di Potenza, è conosciuto, erroneamente, col sinonimo di Santa Sofia. In Puglia e Basilicata è presente, si pensa, fin dal 1200 ad opera di Carlo II d'Angiò. Il Fiano, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, ha notevole vigoria ma poca produttività, preferisce terreni profondi di origine vulcanica ma anche argillosi. Il grappolo è piccolo o di media dimensione, piramidale, alato con acini di forma ovale serrati con buccia spessa di colore dorata, la maturazione avviene a fine settembre - inizio ottobre, questo vitigno concorre alla produzione del " Fiano di Avellino-Apianum DOCG ". Il vino ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, odore intenso e fine, con note floreali, miele, ananas, sapore fresco e armonico, perfetto come aperitivo, il Fiano si abbina con piatti a base di pesce, crostacei, scampi, polpo, formaggi non stagionati, il suo grado alcolico è 11,5%, la temperatura di servizio è 12°-14°C.
Motto: ...ma sopratutto nel buon Vino ho fede, e credo che sia salvo chi gli
crede! ( PULCI, dal Morgante XVIII sec.)

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