domenica 26 ottobre 2014

VITIGNO NEGROAMARO E NEGROAMARO PRECOCE

foto winesurf.it
Vitigno a bacca nera esclusivamente della Puglia precisamente del Salento in provincia di Lecce, utilizzato molto per la vinificazione nella versione "rosato", il Negroamaro viene vinificato in assemblaggio con la " Malvasia Nera di Brindisi e Lecce", col " Sangiovese ", col " Montepulciano ", ma con percentuali minori, oppure in purezza, dove esprime il meglio di sè. Il nome deriva certamente da una espressione prettamente dialettale, "niuru"(nero) e "maru"(amaro), le prime testimonianze scritte risalgono al 1872 grazie ad una lettera scritta da Achille Bruni al professor Apelle Dei, riportata negli Annali di Viticoltura ed Enologia Italiana. Nel Salento, in passato, era conosciuto con vari sinonimi Albese, Jonico, Lacrima, nella zona di Barletta era conosciuto col sinonimo di Purcinara, inoltre nella zona di Bari veniva chiamato Abruzzese, mentre nella zona di Pozzuoli, in Campania, era conosciuta col sinonimo di Uva Olivella, sempre in Campania nel comune di Aquilonia, in provincia di Avellino, è stato individuato il vitigno Mentuonico, che geneticamente è risultato identico al Negroamaro.  Il Negroamaro o Negramaro, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970, è un vitigno che si adatta a qualsiasi caratteristica del terreno con preferenza per quello argilloso- calcareo dal clima caldo e arido, è allevato, secondo la tradizione, ad alberello ma anche a tendone, ha una ottima vigoria e un'abbondante produttività, la foglia è grande, pentagonale, il grappolo è medio di forma tronco-conico, corto e serrato, raramente con un'ala, l'acino è medio-grande di forma ovale con buccia pruinosa, spessa e consistente. Il vino del Negramaro ha un colore rosso rubino intenso con sfumature granate, vinoso, fruttato, floreale con note di mela, pera, prugna, lamponi, rosa con piccole sensazioni di tabacco, in bocca è fresco, asciutto, fine, di corpo, vellutato, armonico con un finale amarognolo, il grado alcolico è 13°. L'abbinamento del Negramaro può essere a tutto pasto, ma si accompagna in modo eccellente ai piatti tipici della cicina salentina, dalla carne alla brace, polpette col sugo, carne di cavallo col sugo, paste col sugo e involtini, fave e cicoria, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°C. Curiosità: il nome del noto gruppo musicale salentino " Negroamaro" è preso proprio dal nome del vitigno.
negroamaro precoce

VITIGNO NEGROAMARO PRECOCE

Oltre al classico vitigno, sopra menzionato, esiste anche un vitigno Negroamaro precoce, scoperto nel 1994 grazie al programma di miglioramento genetico dei vigneti del Salento promosso dall'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano Veneto ed iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2000. E' un vitigno a bacca nera autoctono della Puglia, diffuso in pochi appezzamenti anche in Basilicata, rispetto al suo omonimo principe, ha la particolarità di maturare prima, è conosciuto anche col sinonimo di Negroamaro Cannellino. Le caratteristiche colturali del grappolo e dell'acino sono quasi simili al suo omonimo, il vino rispecchia esattamente le stesse caratteristiche sensoriali ed olfattive del precedente e viene vinificato sia in purezza che in assemblaggio. L'abbinamento e la temperatura di servizio sono identici al Negroamaro.


Motto: Il Vino è la poesia della terra. ( MARIO SOLDATI )

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