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Non si hanno notizie certe sull'origine di questo vitigno, anche se dal nome, si pensa, possa appartenere alla schiera di vitigni introdotti nel Sud Italia nel VII sec. a.C. dai Greci. Il
Grecanico, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, è un vitigno autoctono a bacca bianca della Sicilia distinto, secondo alcuni studi, in due cloni, uno a
grappolo spargolo, il più diffuso nel trapanese, detto anche "
Grecanico dorato", che da recenti ricerche e studi ampelografici hanno evidenziato la assoluta identità col vitigno
Garganega del Veneto e uno a
grappolo compatto, nel catanese, meno diffuso. La sua coltivazione non ha particolari esigenze di terreno e clima, è allevato a controspalliera, ha una elevata vigoria e dà una buona e regolare produzione, soffre l'oidio. La foglia è di forma media, pentagonale con cinque lobi, il grappolo è grande, cilindrico lungo con due ali, spargolo o compatto, l'acino è medio, tondo con buccia spessa. Utilizzato, spesso, in assemblaggi coi vitigni "
Grillo" e "
Catarratto", oggi molti produttori iniziano ad utilizzarlo in purezza ottenendo un vino dal colore giallo dorato con aroma fruttato, floreale, erbaceo con note di ananas, melone, pesca, fiori bianchi dal gusto secco, sapido con buona alcolicità e freschezza, tendenzialmente di corpo, la gradazione alcolica minima è 11,5°. Il Grecanico viene abbinato di regola con piatti di pesce, crostacei, frutti di mare, zuppe, pasta al sugo, formaggi molli e semiduri, ottimo come aperitivo, va servito fresco alla temperatura di 12°-14°.
Motto: Il sapore di un buon Vino si ricorda meglio dopo che se n'è dimenticato
il prezzo. ( HUBRECHT DUIJKER )
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