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Vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia, nei colli e valli piacentine, conosciuto fin dall'epoca dei Romani, quasi scomparso a favore della "
Malvasia Bianca di Candia Aromatica" ( altro vitigno autoctono ), è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Questo vitigno fu riscoperto e ripreso nella coltivazione negli anni settanta da alcuni viticoltori locali, oggi può vantare di essere il vitigno e il vino bianco più diffuso nel piacentino, il nome potrebbe derivare dal termine dialettale "
Altruga ", che significa " altra uva ". Questo vitigno predilige terreni collinari argillosi-calcarei, non umidi, da consentire una buona vigoria e abbondante produzione, il sistema di allevamento più usato è il Guyot, la foglia è grande con tre lobi, il grappolo è grande, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio con buccia spessa e pruinosa. L'
Ortrugo viene utilizzato per la produzione di vini secchi, frizzanti o spumanti, dà un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini dal profumo floreale e fruttato, alcolico, secco, di corpo, con un retrogusto di mandorla, la gradazione alcolica minima è 11°. E' un vino ottimo da aperitivo, da accompagnare con antipasti, primi piatti, risotti, piatti di pesce, frittate, formaggi molli e salumi, da servire ad una temperatura di 10°-12°.
Motto: La bevanda alcolica è il nostro medicinale più prezioso: è il latte dei
vecchi. ( Dottor WILLIAM OSLER )
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