mercoledì 21 gennaio 2015

VITIGNO PIGNOLETTO

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Le prime notizie di questo vitigno, chiamato anche "Grechetto Gentile", potrebbero risalire ad un vino bianco chiamato " Pino Lieto ", citato da Plinio il Vecchio (23d.c.-79d.c.) nel "Naturalis Historia". E' un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia-Romagna, considerato il " Re dei Colli Bolognesi ", molto simile, secondo alcune indagini sul DNA, al " Grechetto di Todi ". In Toscana, zona Montepulciano, e nelle Marche è conosciuto col sinonimo di Pulcinculo, nei pressi di Rimini è conosciuto col nome di Rebola o Ribolla Riminese, e in Campania, secondo alcuni studiosi, è conosciuto come Pallagrello di Caserta, distinto dal più noto Pallagrello Bianco. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1978, questo vitigno contribuisce alla produzione del vino "Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOCG",
 predilige terreni collinari argillosi-calcarei, freschi e poco fertili, assicura una buona vigoria e una produzione abbondante, la foglia è media-piccola, pentagonale con tre lobi, il grappolo è piccolo, cilindrico, allungato, spargolo, a volte alato, l'acino è piccolo, allungato con buccia sottile e poco pruinosa. Le sue uve danno un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini dal profumo fruttato, floreale con note di mela, pesca, fiori di biancospino, al palato è fine, fresco, sapido, armonico con retrogusto amarognolo, il grado alcolico è 12°, viene prodotto anche nella tipologia " spumante ". Il Pignoletto si abbina con antipasti, primi piatti di pesce e in brodo, crostacei, carni bianche, formaggi freschi, ottimo come aperitivo, la temperatura di servizio è 8°-10°.

Motto: Parlerò della vigna con la gravità che si addice ad un romano quando
             tratta d'arti e di scienze. ( PLINIO IL VECCHIO )

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