 |
| bovale sardo-sardegnaagricoltura |
 |
| bovale grande-flickr.com |
Il
Bovale, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, è un vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, introdotto sull'isola, probabilmente, all'epoca della dominazione spagnola nel 1300 ad opera degli Aragonesi e quindi di probabile origine spagnola. Viene distinto in due varietà che si differenziano tra loro per le caratteristiche varietali, il
Bovale sardo o
Bovale piccolo, chiamato anche col suo nome tradizionale "
Muristellu", diffuso in tutta l'isola, e il
Bovale grande o
Bovale di Spagna, meno diffuso, che in provincia di Oristano è conosciuto col sinonimo di
Nieddera, iscritto nel Registro Nazionale nel 1971, che dà il nome al vino della zona. Questo è un vitigno che predilige sia terreni collinari che pianeggianti, sia argillosi-calcarei che sabbiosi purchè ben soleggiati, il sistema di allevamento è quello classico ad alberello, ha una media vigoria e abbondante produzione, la foglia è di forma media con tre o cinque lobi, il grappolo è di media grandezza ( è più grande nella varietà Bovale di Spagna ), cilindrico o conico, alato, l'acino è medio, sferico con buccia spessa e molto pruinosa. Le sue uve vengono quasi sempre vinificate in assemblaggio col Cannonau, Monica o Pascale, ma se vinificate in purezza danno un vino dal colore rosso rubino intenso dal profumo fruttato di ciliegia, vinoso, in bocca presenta una certa morbidezza, buona alcolicità, mediamente tannico con una gradevole freschezza e acidità, sapido, di buon corpo, equilibrato, il tenore alcolico minimo è 11,5°, è un vino da tutto pasto, ma è apprezzato con salsicce, antipasti, pizze, carni rosse e formaggi mediamente maturi, la temperatura di servizio è 16°-18°.
Motto: Guarda il calor del Sol che si fa Vino giunto all'humor che dalla Vite
cola. ( DANTE - Purgatorio Canto XXV )
Nessun commento:
Posta un commento