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| Uva di Troia |
La storia di questo vitigno a bacca nera autoctono della Puglia centro- settentrionale, zona della Daunia e del Barese, è antica ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Vi sono varie ipotesi sull'origine del
Nero di Troia o
Uva di Troia, una delle più accreditate è quella che questo vitigno sia stato introdotto nella regione dall'Asia Minore ad opera dell'eroe greco Diomede di ritorno dalla famosa guerra di Troia, da cui il nome, altra ipotesi è quella che sia stato introdotto dall'Albania dalla città di Craja, l'altra, ancora,la vuole originaria della stessa città di Troia, in provincia di Foggia. Considerato uno dei tre vitigni a bacca rossa insieme al
Negroamaro e al
Primitivo più importanti della Puglia, utilizzato in passato per le sue caratteristiche come vino da taglio per rafforzare in colorazione e corpo altri vini, oggi l'
Uva di Troia o
Nero di Troia ha una sua identità ben definita. Esistono due varietà di questo vitigno, una ha il grappolo e l'acino grande, l'altra, conosciuta a livello locale col nome di
Carmosina o anche
Summarello nella zona di Vieste, ha grappolo e acino più piccolo. Concorre con altri vitigni, quali
Sangiovese, Montepulciano, Malvasia nera di Brindisi ed altri alla
DOC Cacc'e Mmitte di Lucera.Questo è un vitigno che si adatta a qualsiasi terreno, sistema di allevamento e potatura, ha una buona produzione, la foglia è di forma media con cinque lobi, il grappolo è di forma piramidale, spesso alato, l'acino è sferico con buccia spessa e consistente. Le uve, vinificate in purezza, danno un vino dal colore rosso rubino intenso dal profumo vinoso, fruttato, floreale, speziato con note di amarena, mora, viola, liquirizia, in bocca è asciutto, fresco per l'acidità, tannico, con una buona struttura alcolica, di corpo, armonico, la gradazione alcolica minima è 12°, si abbina con primi piatti strutturati, carni alla griglia, arrosti, formaggi maturi, la temperatura di servizio ideale è 18°-20°.
Motto: Lo stimolo del Vino è favorevole al gioco dell'invenzione e alla
scorrevolezza dell'espressione. ( G.C. LICHTENBERG )
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