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Vitigno autoctono a bacca bianca caratteristico del Lazio, diffuso, principalmente, nei Castelli Romani fino in provincia di Latina, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Conosciuto fin dai tempi di Roma antica, citata da Plinio come
Uva Pantastica, viene chiamato in varie zone della regione
col nome di
Cacchione ( più usato ),
Uva Pane,( in quanto i contadini gustavano i suoi acini con il pane per la loro dolcezza e per la buccia sottile),
Pampanaro, in provincia di Frosinone,
Bellobuono, Pocioccone, Arciprete, Zinnavacca, a Formia è conosciuto col sinonimo di
Ciciniello. Citato fin dal 1881 nel Bollettino Ampelografico, il nome
Bellone lo si vuol far derivare, molto probabilmente, dalla bellezza del suo grappolo medio grande, cilindrico o conico, serrato, spesso alato con acini medio-grandi, sferici, dal colore giallo puntinati di marrone e pruinosi. I terreni prediletti da questo vitigno sono quelli collinari profondi e leggeri di origine vulcanica che danno una buona vigoria e abbondante produttività, è resistente alle malattie, ma molto sensibile al marciume e alla peronospora. Vinificato spesso in assemblaggio, le sue uve rientrano nel disciplinare di produzione del
Cannellino di Frascati DOCG, nel
Frascati Superiore DOCG e in altre
DOC regionali, oggi prende sempre più piede la vinificazione in purezza, il vino ha un colore giallo paglierino che tende al dorato con profumo di pesca e pompelmo con sfumature di miele e mandorla, in bocca si presenta con armonicità, freschezza, morbidezza e buona alcolicità con un finale ammandorlato, abbastanza corposo, la gradazione minima è 11°, ottimo aperitivo, si abbina con antipasti, risotti, frittura di pesce, porchetta, salumi, pecorino romano, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
Motto: Se la carta delle mie cambiali bevesse bene come me, i miei creditori
si troverebbero a secco al momento di riscuoterle! ( RABELAIS )
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