La storia del vitigno Dorona, iscritto nel Registro Nazionale nel 2012 e Incrocio Bianco Fedit 51 CSG, incrocio nato nel 1951 tra Garganega e Malvasia Bianca Lunga, detta anche Malvasia del Chianti, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1976 è, a dir poco, romanzesca e grazie alle ricerche e agli studi di Veneto Agricoltura è stato riportato in auge dopo un lungo periodo di quasi abbandono ed è stato stabilito che i due vitigni sono identici in tutto. E' un vitigno antico autoctono a bacca bianca del Veneto, o per meglio dire, della laguna veneta, conosciuto anche come " Dorona di Venezia" o "Uva d'oro di Venezia ", al tempo dei Dogi, per il caratteristico colore dorato che assumono gli acini, consumato allora, anche, come uva da tavola. Altre sinonimie accertate sono D'Oro, sinonimo anche di Garganega, e Dall'Oro, che sembra assomigliare molto alla Garganega Grossa,detta anche Garganegona. Le prime notizie di questo vitigno le abbiamo nel XV secolo, in quanto era coltivato in diverse isole della laguna grazie ai frati francescani, purtroppo il pericolo maggiore per queste isole è l'acqua alta e nel 1966 la marea raggiunse livelli molto alti causando la distruzione della quasi totalità dei vigneti della laguna. Solo agli inizi degli anni 2000 sono state rinvenute alcune piantine di questo vitigno e da lì son partite le ricerche e gli studi. Sull'isola di Massorbo sono state impiantate su un terreno ricco di sabbia, argilla, limo e microrganismi, recintato da mura, col sistema Guyot , queste piantine, in gran parte a piede franco, dove le rese sono molto basse dovute alla salinità del terreno. Il grappolo è di forma media, piramidale, alato, mediamente compatto, l'acino è piccolo, tondo, di colore giallo dorato. Le uve, indicate anche per la produzione di vini passiti, dopo una macerazione sulle bucce di circa trenta giorni, danno al vino un colore giallo dorato dal profumo complesso di pera, albicocca, agrumi, spezie, con note salmastre e minerali, dovute alle caratteristiche del terreno, e retrogusto amarognolo, armonico, di corpo, il grado alcolico è 13°. Il vino prende il nome dal vigneto " Venissa " ed ha una particolarità "estetica", la bottiglia, usata per l'imbottigliamento, viene lavorata da mastri vetrai di Murano, dove una placca d'oro viene incastonata direttamente nel vetro, incisa e numerata a mano, questa caratteristica rende il tutto molto originale, alcuni selezionatori lo definiscono uno dei migliori cento vini italiani, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14° anche se molti lo preferiscono bere a temperatura ambiente, l'abbinamento consigliato è con risotti, primi piatti di pesce, sformati salati, pesce alla griglia, frutti di mare, carni bianche.
Citazioni: Ogni calice che beviamo rappresenta un intero anno di coltivazione
della vigna, e forse parecchi anni di sforzi del viticoltore........
Eppure c'è chi lo tracanna senza neanche cercare di "leggerlo".
( JANCIS ROBINSON )

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