giovedì 7 febbraio 2019
VITIGNO GAROFANATA
Vitigno autoctono a bacca bianca delle Marche, diffuso principalmente nella Valle del Cesano, comprendente i comuni di Corinaldo, Castelleone di Suasa, Fratte Rosa e San Lorenzo in Campo, a cavallo delle province di Ancona e Pesaro Urbino. Non si conoscono notizie storiche del Garofanata, solo nel 1962 lo troviamo menzionato in alcuni appunti dell'ampelografo Bruno Bruni col nome di Garofalata o Moscato bastardo, secondo il quale questo vitigno sarebbe una sottovarietà del Moscato Bianco, infatti l'aromaticità dell'uva è molto simile a quella dei moscati. Il terreno di coltivazione è di medio impasto, abbastanza profondo, il clima, vista la vicinanza dei terreni al mare, risente molto dell'influenza marina. Il grappolo è di grandezza medio-piccolo, piramidale, quasi compatto, l'acino è medio-grande, ovoide, non uniforme, con buccia di medio spessore, poco pruinosa, di colore verde dorato, punteggiato di marrone per la prolungata esposizione al sole. Il vino ha un colore giallo paglierino mediamente intenso dal profumo floreale di biancospino e fiori bianchi, fruttato di mela, pesca e agrumi, speziato, al palato è fresco con ottima acidità, poco alcolico,semi aromatico, di media struttura, sapido, l'abbinamento è con antipasti di molluschi, crostacei, primi e secondi di pesce, formaggi molli, buono anche come aperitivo. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
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