lunedì 14 ottobre 2019

VITIGNO ARVISIONADU

Vitigno autoctono a bacca bianca della Sardegna, diffuso nella zona del Goceano, principalmente nel comune di Benetutti, in provincia di Sassari, l'Arvisionadu è conosciuto anche con i sinonimi Arvesiniadu, Avresiniadu, Arvusiniagu o Uva Oschirese. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, le prime citazioni del vitigno le ritroviamo ad opera di Andrea Manca Dell'Arca nel 1780 nel testo " Agricoltura di Sardegna ", da Sante Cettolini nel 1897, successivamente dal Cara nel 1909, dal Deidda nel 1964 e, più recentemente, da Calò, Costacurta e Scienza nel 2001 con le scede ampelografiche. Per anni quasi dimenticato e costretto ad una sicura estinzione, grazie ad un gruppo di viticoltori è stata costituita la Confraternita dell'Arvisionadu per la tutela del vitigno. L'Arvisionadu è un vitigno vigoroso, predilige terreni collinari, preferibilmente granitici, il grappolo ha dimensioni medie, cilindrico o conico, spargolo con 1 o 3 ali, l'acino è medio, ovoidale, con buccia pruinosa, sottile, mediamente consistente, di colore giallo dorato. Da anni utilizzato sempre in uvaggio, ultimamente viene vinificato anche in purezza, il vitigno si presta a varie lavorazioni, dalla tipologia secco, spumante o alla tipologia Flor, termine spagnolo che significa " lieviti da fiore ", che consiste nella maturazione ossidativa di questi lieviti in botte scolma, molto simile alla lavorazione dello "Sherry". Nella tipologia "secco", il vino ha un colore giallo dorato dai profumi di albicocca, erbe aromatiche, frutta secca, fresco, con.  buona acidità, alcolico, di buon corpo, armonico. Ottimo come aperitivo, molto adatto a primi e secondi di pesce, crostacei, molluschi, carni bianche e piatti tipici sardi, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°, la tipologia Flor è ottimo come vino da meditazione.

Nessun commento:

Posta un commento