lunedì 9 dicembre 2019

VITIGNO ALBANELLO

Vitigno a bacca bianca autoctono della Sicilia, circoscritto ad un piccolo territorio delle province di Siracusa e Ragusa, conosciuto anche con i sinonimi di Arvanella, Arbanello, Arnina Bianca, Claretta. L'Albanello è definito un vitigno "storico" già presente in questo territorio fin dal 1700, infatti il primo produttore nel 1712 è stata la famiglia Landolina con la famiglia Grillo. In quel periodo era molto apprezzato e difficile da trovare per l'alto costo e usato prevalentemente per la produzione di vini liquorosi. Citato ed elogiato per le sue qualità nel corso dei secoli da vari personaggi, tra cui il Di Rovasenda, il Briosi, il Viala, per finire a Luigi Veronelli e Mario Soldati, oggi lo ritroviamo circoscritto, come già detto, in una piccola zona, dove viene vinificato nella versione "secco" e "passito", è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Morfologicamente simile al Grecanico e parente con l'Albaranzeuli bianco della Sardegna e con l'Elbling della Mosella, l'Albanello è un vitigno di media vigoria, coltivato su terreni collinari vulcanici, con buona resistenza alle malattie, il grappolo è medio, cilindrico o conico, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore verde-giallo. Vinificato quasi sempre in assemblaggio, raramente in purezza, il vino ha un colore giallo paglierino tendente al dorato, al naso è floreale di rosa, fruttato di pesca e arancia, di erbe aromatiche di timo e rosmarino, al gusto è fresco, sapido, sopportata da una piacevole morbidezza e notevole alcolicità, con un finale ammandorlato e un giusto equilibrio. Si abbina a primi e secondi di pesce nella versione secco, ottimo come aperitivo; nella versione passito, ottimo da meditazione, pasticceria secca e pasticceria tipica siciliana, la temperatura di servizio consigliata nella versione secco è 12°-14°, nella versione passito è 8°-10°.

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