sabato 18 gennaio 2020
VITIGNO BARATUCIAT
Varietà autoctona a bacca bianca del Piemonte dell'area della Bassa Valsusa e Val Sangone, in provincia di Torino, il Baratuciat deve il suo nome alla espressione dialettale Berla du chat, che sta ad indicare la forma allungata degli acini, simili agli escrementi di gatto (in piemontese chat). La sua prima menzione la troviamo nel Bollettino Ampelografico del 1877, coltivato essenzialmente come uva da tavola. In seguito la diffusione della fillossera, intorno al 1928, causò l'abbandono quasi totale del vitigno. Il suo recupero lo dobbiamo ad un viticoltore di Almese, Giorgio Falca, nel 1991 ed solo nel 2008 questo vitigno è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. E' un vitigno che predilige terreni collinari ben esposti e assolati, la sua produzione è buona, nelle primavere piovose è soggetto a colatura, teme le gelate. Il grappolo è medio o piccolo, conico-cilindrico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio-piccolo, allungato, con buccia molto pruinosa, di colore giallo-verde. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo intenso con sentori di mela verde, pera, ananas, miele d'acacia, al gusto si presenta molto complesso, con una buona acidità, sapido, sostenuto da un buon apporto alcolico, rotondo, pieno, direi quasi elegante, con un finale amarognolo, equilibrato. Ottimo come aperitivo, si accompagna a piatti di pesce, crostacei, carni crude, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
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