mercoledì 19 febbraio 2020
VITIGNO PEDEVENDA
Varietà autoctona a bacca bianca del Veneto, coltivato in provincia di Vicenza e Padova, nei Colli Euganei, dove è chiamato col sinonimo di Verdise, altro sinonimo conosciuto per il Pedevenda è Pexerenda. Le prime citazioni del vitigno sono del 1754 ad opera di Valerio Canati in arte Aureliano Acanti, successivamente l'Acerbi nel 1825 lo cita col nome di Pexerenda e lo Zara nel 1901 col nome di Peverenda. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1995, è uno degli antichi vitigni del Veneto, di cui non si conosce l'origine del nome, ma per le sue caratteristiche ampelografiche viene utilizzato per la produzione del Torcolato della DOC Breganze. I terreni di coltivazione prediletti del Pedevenda sono quelli collinari argillosi-calcarei, morenici, alluvionali, ben esposti, dove ha una elevata vigoria e una buona produzione con una media sensibilità alle malattie. Il grappolo è medio-grande, piramidale, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, ovale, con buccia consistente e spessa, di colore verde-giallo tendente al dorato per la maturazione. Il vino ha un colore giallo paglierino intenso dal profumo fruttato e floreale, intenso, con buona acidità, alcolicità e struttura. Secondo la tipologia questo vino può essere abbinato a piatti di pesce in genere, primi poco strutturati, carni bianche, pasticceria secca, formaggi stagionati ed erborinati, la temperatura di servizio consigliata, sempre secondo la tipologia del vino, varia dai 8°-14°.
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