venerdì 6 marzo 2020
VITIGNO ROSSETTA DI MONTAGNA
La Rossetta di Montagna è un'antica varietà autoctona a bacca rosa del Trentino, salvata dall'estinzione dai ricercatori della Fondazione Edmund Mach e iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2013. Confuso erroneamente per molto tempo col vitigno Rossignola, la Rossetta di Montagna è presente nella provincia di Trento da lungo tempo. Le zone di maggiore diffusione sono state la Valsugana e la bassa Valle del Sarca e le notizie relative a questo vitigno risalgono al 1775, come riportato da Paronetto, che lo volevano presente anche nelle colline a nord di Verona e nella zona orientale del Lago di Garda. Oggi la sua presenza la si trova in qualche vecchio vigneto della Valsugana, anche se il suo recupero ha avuto una certa accellerazione da parte di alcune aziende della zona. Questo vitigno preferisce terreni collinari di media fertilità, ma si adatta anche a quelli meno dotati, ha una buona vigoria, sopporta molto bene i freddi invernali e mostra una buona resistenza alla peronospora e all'oidio, meno alla botrite. Il grappolo è medio, cilindrico o conico, molto compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa, di colore rosa tendente al rosso. Il vino dipende dalla tipologia di lavorazione, bianco o rosato, molto indicato per la spumantizzazione, grazie alla sua elevata acidità, ha profumo floreale e leggermente erbaceo e speziato, al gusto poco alcolico, con buona consistenza, medio di corpo. Buono da aperitivo, l'abbinamento con antipasti e piatti di pesce in genere è ideale, anche se non dispiace con primi di pasta e carni bianche, la temperatura di servizio consigliata, secondo la tipologia, varia da 8°-14°.
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