sabato 11 aprile 2020
VITIGNO INVERNENGA
Le origini del vitigno Invernenga sono sconosciute, la prima citazione che abbiamo è in un documento del Ministero dell'Industria, Agricoltura e Commercio dell'Impero Austro Ungarico del 1826, che lo descrive come uno dei vitigni più presenti nella zona di Brescia. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1971, l'Invernenga è un vitigno autoctono a bacca bianca della provincia di Brescia, in Lombardia, quasi del tutto scomparso, ma che ora è in fase di riscoperta. Il suo nome sembra derivare dal fatto che le sue uve venivano conservate in inverno come uva da tavola, infatti è un'uva a doppia valenza, in quanto può essere consumata sia come uva da pasto, che come uva da vinificazione. L'areale di coltivazione, circoscritta non solo alla città di Brescia, alle pendici del Colle Cidneo, ma anche, limitatamente, alla provincia, è su terreni collinari di natura morenica e calcareo-argillosa, ben soleggiati e ventilati, dal clima freddo in inverno e caldo afoso in estate, la produzione e la tolleranza alle malattie crittogamiche è normale. Il grappolo è medio, piramidale, da mediamente compatto a spargolo, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia spessa e consistente, di colore verde-giallo. Ottimo per la produzione di vini passiti, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini-dorati, al naso si percepiscono aromi floreali e fruttati molto delicati, con sentori di miele. Al gusto è dotato di una buona struttura, con una sapidità e alcolicità ben sostenuta, ma scarsa acidità, il finale è leggermente ammandorlato. Si presta a lunghi affinamenti in bottiglia e durante l'invecchiamento sprigiona al massimo le sue caratteristiche organolettiche. Ottimo come aperitivo, si abbina con primi e secondi piatti di pesce anche di lago, carni bianche, formaggi delicati, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
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