venerdì 19 giugno 2020

VITIGNO FESTASIO

Pare che le prime notizie di coltivazione del Festasio nel comune di Festà, da cui il nome, oggi frazione del comune di Marano sul Panaro, in provincia di Modena, risalgono agli inizi dell'anno 1000, grazie alle carte dell'archivio dell'Abbazia di Nonantola. Nel corso dei secoli vi è stato un continuo avvicendamento della viticoltura in questa zona che agli inizi del secolo scorso il Festasio veniva identificato come "Lambruschino di Cavria". Oggi il Festasio, autoctono a bacca nera  dell'Emilia Romagna, è da considerare un vitigno a sè e nel 2016 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. L'areale di coltivazione di questo vitigno è quello collinare, caratterizzato da terreni ghiaiosi-sabbiosi-argillosi, la produzione è media, il grappolo è medio, conico-piramidale, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, consistente, mediamente spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, dal profumo fruttato di ciliegia e mora, floreale di viola e rosa, in bocca si presenta mediamente alcolico e acido, un po' amarognolo, con buona struttura e persistenza. Abbinato di regola ai piatti locali, è un vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

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