La storia del vitigno Barbarossa è alquanto singolare e curiosa, è un vitigno autoctono a bacca rossa dell'Emilia Romagna, ritrovato nel comune di Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena. Era il 1954 quando Mario Pezzi ha trovato alcuni ceppi in un vigneto di Bertinoro, scambiandolo, inizialmente, come Sangiovese. Incuriosito, coinvolse l'Istituto Agrario di Cesena e l'Università di Bologna per fare ricerche in modo da dargli una classificazione. Dopo anni di accertamenti e all'esame del suo DNA, si è arrivato a definire questo vitigno una varietà a sè stante che non ha nulla di assimilabile con altre varietà già conosciute. Fu chiamato "Barbarossa", in onore dell'imperatore Federico Barbarossa, che nel 1100 dimorò per un pò di tempo nella Rocca di Bertinoro e che amava il vino prodotto da questo vitigno. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, da compatto a spargolo, l'acino è medio, ellissoidale o sferico, con buccia poco pruinosa e sottile, di colore violaceo tendente a rosso granato. Il vino ha un colore rosso granato intenso tendente all'aranciato, con profumi intensi di mora, ciliegia, mirtillo, note floreali di rosa e viola e leggere percezioni speziate, al palato è complesso, strutturato, di corpo, intenso, persistente, di carattere che lo rendono adatto all'invecchiamento. E' un vino che si abbina a primi piatti strutturati, a secondi di arrosti di carni rosse, brasati, cacciagione, selvaggina, formaggi stagionati ed erborinati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.

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