martedì 22 settembre 2020

VITIGNO MANGIAGUERRA


 Il Mangiaguerra è un vitigno antichissimo autoctono a bacca nera della Campania, diffuso nelle province di Napoli e Salerno, principalmente nell'Isola di Ischia e nel Parco del Cilento, è conosciuto anche col sinonimo di Serpentaria. Era conosciuto già nel Cinquecento tanto che Sante Lancerio, conoscitore di vini e bottigliere di Papa Paolo III, in una lettera al Cardinale Guido Ascanio Sforza, definisce questo vitigno e il vino prodotto come pericoloso per il clero, in quanto è ideale a scatenare la lussuria nelle cortigiane. Non abbiamo notizie sulla sua origine, spesso veniva associato al vitigno Piedirosso erroneamente, oggi possiamo affermare che è un vitigno a se' stante e nell'isola di Ischia viene coltivato come una reliquia, in quanto è considerato una chicca enologica. I terreni di coltivazione variano dall'argilloso al vulcanico, il sistema di allevamento è quello a spalliera, ha una produzione costante, una media resistenza alle avversità climatiche, ma una buona resistenza alle malattie crittogamiche. Il grappolo varia da piccolo a medio, conico, alato mediamente compatto, l'acino è grande, sferico, con buccia molto pruinosa, mediamente spessa, di colore rosso-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con profumi di frutti rossi, sapido, di corpo, con una media acidità e  alcolicità. Si abbina a primi e secondi piatti strutturati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

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