sabato 12 settembre 2020

VITIGNO MORELLONE

Vitigno autoctono a bacca nera della Toscana, diffuso principalmente nella zona del Casentinese, in provincia di Arezzo, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2016. Le prime citazioni del vitigno Morellone risalgono al 1861 sul Giornale Agrario Toscano ad opera di Carlo Siemoni, Amministratore delle Foreste Casentinesi per conto del Granduca Leopoldo, il quale lo cita come Morellino, infatti viene conosciuto anche col sinonimo di Morellino del Casentino. Nel 1879 viene menzionato come Morellone dalla Commissione Ampelografica di Forlì nei Bullettini Ampelografici, successivamente, nel corso degli anni, viene citato più volte da vari ampelografi. Solo dopo la metà degli anni novanta dello scorso secolo inizia un progetto di riordino e recupero più approfondito di questo vitigno, inserendolo tra le varietà idonee alla coltivazione della Toscana, fino alla sua iscrizione nel registro nazionale. Come caratteristica ampelografica il Morellone viene descritto come un vitigno medio-tardivo, ad eccezione della fioritura, infatti ha una maggiore durata dell'intervallo tra invaiatura e vendemmia, ha una produttività media e costante, è poco sensibile alle malattie crittogamiche. Il grappolo ha dimensioni medie, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia spessa, mediamente pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, quasi brillante in alcuni casi, dal profumo di frutti rossi e floreale di viola, al palato si presenta ben strutturato, ottimo corpo, persistente, con una elevata acidità e un buon tannino. Si abbina ai piatti della tradizione toscana, primi ben strutturati e secondi di carne, arrosti, grigliate, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

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