L'Orisi è un vitigno a bacca nera della Sicilia, localizzato nell'area dei Monti Nebrodi, ai confini delle province di Messina e Palermo, nei comuni di Tusa (ME) e Pollina (PA). La sua origine è stata accertata, mediante analisi molecolari, come il frutto della libera impollinazione tra il Sangiovese e il Montonico Bianco ed è stato recuperato, insieme ad altri vitigni cosidetti reliquia, grazie al progetto dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia per la valorizzazione dell'ampelografia regionale nel 2003. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2018, purtroppo abbiamo poche notizie. L'Orisi è un vitigno che ha una regolare e buona produttività, non presenta particolare suscettibilità alle malattie crittogamiche. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico o conico, da medio a compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore nero-violetto. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, al naso presenta profumi di frutti di bosco, ciliegia, fragola, accompagnati da note speziate di pepe, al gusto presenta una buona sapidità, un basso tenore alcolico, una buona acidità e persistenza aromatica, equilibrato. Per queste sue caratteristiche lo rendono adatto alla vinificazione di vini rosati e bianchi, mentre, se vinificato in rosso, è preferibile utilizzarlo in uvaggio. Molto adatto come vino da tutto pasto, anche secondo il tipo di vinificazione, la temperatura di servizio consigliata può variare tra i 10°-14° per bianchi e rosati, mentre per i rossi varia tra i 16°-18°.

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