venerdì 20 novembre 2020

VITIGNO TERMARINA NERA E TERMARINA O PASSERETTA BIANCA

VITIGNO TERMARINA NERA

La storia dei vitigni Termarini, sia nera che bianca, è un po' strana, in quanto sono vitigni cosidetti "apireni" per l'assenza dei vinaccioli nei piccolissimi acini, solo qualche acino un po' più grosso ne è provvisto. La Termarina Nera è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente nel Parmense e nel Reggiano, e grazie al lavoro svolto dal Consorzio Tutela dei Vini Doc Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa, è stato iscritto nel 2007 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, è conosciuto anche col sinonimo di Romanino. Questa era una varietà a duplice attitudine, in quanto veniva utilizzata sia come uva da mensa e per la produzione di marmellate, grazie al suo alto grado zuccherino, che per la vinificazione, ottimo per la produzione di passiti. E' un vitigno molto antico di origine sconosciuta, che negli ultimi anni è stato rivalutato, la sua coltivazione è sia in pianura che in collina su terreni di medio impasto, è poco produttivo ed è sensibile all'oidio e alla botrite. Il grappolo è di piccole dimensioni, conico, alato, compatto, l'acino è piccolissimo, rotondo, con buccia mediamente pruinosa, sottile, di colore rosato-blu. Il vino ha un colore rosso rubino, con note floreali e fruttate di rosa, frutti di bosco, ciliegia, in bocca ha una media acidità, sapidità, un alto grado alcolico, di corpo. Si presta come vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

VITIGNO TERMARINA BIANCA O PASSERETTA

La Termarina Bianca è un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia Romagna, presente nel Parmense e nel Reggiano già nel Settecento e Ottocento, ma di origine sconosciuta, è conosciuta anche con i sinonimi di Passeretta, Tremarina, Tramarina, Corinto Bianco. Come già precedentemente detto, anche questa è una varietà "apirena" e ultimamente recenti indagini molecolari hanno evidenziato la sinonimia col vitigno "Passeretta" del Piemonte. La Termarina Bianca o Passeretta, come la sua omonima Nera, era una varietà a duplice attitudine, sia utilizzata come una da tavola e per la produzione di marmellate, che come uva da vinificazione, ottima anch'essa per la produzione di passiti, è iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2016. Predilige terreni sia pianeggianti che collinari, ha una media e costante produzione, ha una media tolleranza alle malattie della vite, meno alla botrite. Il grappolo è di dimensioni medio-piccolo, cilindrico, alato, mediamente compatto, l'acino è molto piccolo, rotondo, con buccia pruinosa, sottile, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico, dal profumo fruttato e floreale, con un elevato grado alcolico, poca acidità, sapido, di corpo. Si accompagna a primi e secondi di pesce e nella versione passito a formaggi erborinati e pasticceria, la temperatura di servizio consigliata è 8°-14° secondo la tipologia.


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