venerdì 15 gennaio 2021

VITIGNO NEGRONE

Da un progetto del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione FEM di una ventina di anni fa, mirato al recupero delle vecchie varietà che in passato hanno caratterizzato l'ampelografia trentina, è stato riscoperto il Negrone, vitigno a bacca nera del Trentino Alto Adige, un tempo molto diffuso in Valsugana e Vallagarina. Presente fin dall'Ottocento in questi territori e citato da vari studiosi, quali l'Acerbi nel 1825, dal Di Rovasenda nel 1877, dal Goethe nel 1878, fino allo Spagnolli nel 1974, oggi la diffusione di questa varietà è limitata in piccoli ceppi in Valsugana, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2016. Questo vitigno preferisce terreni di collina di media fertilità e si adatta molto bene a varie tipologie di terreni, a quelli poco profondi ma ricchi di calcare, ha una buona produzione, sopporta bene i freddi invernali e non mostra sensibilità alla peronospora e all'oidio. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso granato con profumo fruttato di frutti di bosco, però se viene sottoposto ad un leggero invecchiamento si accentua la nota speziata, al gusto presenta un'acidità e alcolicità media, un corpo medio, mediamente equilibrato, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

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