Riscoperto recentemente dal prof. Giancarlo Scalabrelli, docente in viticoltura dell'Università di Pisa, in collaborazione con la Provincia di Grosseto, il Riminese, chiamato anche Riminese di Porto Ercole, è un vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, presente sporadicamente nei vigneti della costa dell'Argentario, in provincia di Grosseto. Si hanno tracce della sua coltivazione in questi territori già dal 1500, citato dal Gianotti nel 1801 nel suo "Prospetto dello Stato dei Presidi di Toscana" e successivamente dal Di Rovasenda nel 1877. Una sua sporadica coltivazione si trova anche in Corsica, nella zona di Porto Vecchio-Figari, dove è conosciuto anche col nome di Criminese. Questa varietà predilige terreni, sia collinari che pianeggianti, purchè siano vicino al mare, ha una buona produzione, non presenta particolare sensibilità alle malattie ed ha un buon potenziale di accumulo di zuccheri, tanto da renderlo adatto ad un eventuale invecchiamento. Il grappolo è di grande dimensione, conico o piramidale, compatto, talvolta alato, l'acino è medio, tondo, con buccia di colore giallo che in maturazione tende al rosa. Il vino ha un colore giallo paglierino con profumi floreali di fiori bianchi e fruttati di agrumi, con un buon tenore alcolico, una giusta acidità e un buon equilibrio. Abbinato ai piatti della tradizione locale, da' il meglio con primi e secondi piatti di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

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