Il vitigno Merera, autoctono a bacca nera della Lombardia, è presente nella Valcalepio, zona tra Bergamo e il Lago d'Iseo, fin dal XVIII sec., questo è quello che si evince negli scritti dello studioso Tomini Foresti. Nel corso dei secoli questa varietà ha vissuto degli alti e bassi di notorietà fino quasi all'estinzione, solo negli anni ottanta del secolo scorso, grazie all'enologo Carlo Zadra, è stato riscoperto. Successivamente il Consorzio Valcalepio, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari, nutrizionali e ambientali dell'Università di Milano, prosegue gli studi, asserendo l'autenticità di questa varietà e nel 2016 viene iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. La sua coltivazione si attesta su terreni collinari morenici che discendono verso il Lago d'Iseo, la produzione è media ed ha una buona resistenza alle avversità parassitarie e climatiche. Il grappolo è di media dimensione, conico, alato, spargolo, l'acino è medio, sferico, con buccia, pruinosa, spessa e consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso porpora, intenso, al naso presenta note floreali di rosa e viola, note fruttate di frutti di bosco, al palato è sapido, tannico, fresco, poco alcoolico, con buona persistenza e buon corpo. Ottimo accompagnato a piatti della tradizione locale, carni rosse, arrosti, formaggi semistagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

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