lunedì 7 giugno 2021

VITIGNO PEVERELLA

Considerato per secoli Uva di Confine tra il fondovalle dell'Adige e le colline di Salorno, Faedo e della Valle di Cembra, il Peverella è un vitigno a bacca bianca del Trentino Alto Adige quasi in via di estinzione. Grazie all'Istituto Agrario Provinciale di San Michele all'Adige, l'Associazione Vignaioli del Trentino e alcuni produttori si stanno adoperando per salvare e diffondere questo vitigno. L'origine del suo nome, secondo una prima ipotesi, deriverebbe dall'elevata acidità pungente, che ricorda il pepe, in dialetto chiamato pevero, l'altra ipotesi sostiene che l'origine derivi da vino della pieve, per la consuetudine di coltivare questa varietà nei poderi attigui alle chiesette di campagna. E' conosciuta anche con i sinonimi Angelica, Pievana, Pevarise e Peverenda, la sua coltivazione, oggi in piccoli appezzamenti, si estende anche in Brasile e California portato da emigranti. In Trentino Alto Adige questa varietà viene coltivata su terreni a terrazzamenti, per sfruttare meglio le irradiazioni solari, collinari, marnosi, calcarei, ricchi di scheletro, è alquanto sensibile all'oidio e alla peronospora. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia spessa, di colore verdognolo, non raggiungendo quasi mai la colorazione gialla in maturazione. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, con profumi floreali, fruttati e note di pepe, al gusto è spiccatamente acidulo, che ne valorizza la freschezza, sapido, di buona struttura e persistenza aromatica, di corpo, ottimo la sua attitudine alla spumantizzazione. Ideale il suo abbinamento con primi e secondi piatti di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°  
 

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