La Plassa è un vitigno a bacca nera del Piemonte, diffuso principalmente nel Pinerolese, in provincia di Torino, mentre nella Bassa Val di Susa, sempre in provincia di Torino, la diffusione è molto limitata, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Tra i suoi sinonimi ricordiamo Scarlattin o Scarlattino e in passato anche Cuor duro, il nome ha origine dialettale, che vuol dire "pellaccia", derivato dal caratteristico spessore della buccia. La prima citazione storica potrebbe essere quella del conte Nuvolone nel 1787, che cita una "Uva Scarlattina" da mangiare nel territorio di Fossano, in provincia di Cuneo, però la vera prima citazione col nome Plassa è del Di Rovasenda nel suo Saggio del 1877, mentre la prima descrizione è del Dalmasso nel 1962. La Plassa è un vitigno rustico e lo troviamo quasi sempre in antichi vigneti plurivarietali, l'uva in passato veniva utilizzata come uva da tavola, grazie allo spessore della buccia, che la preservava da muffa e marciume. Questa varietà è molto vigorosa, ma ha ridotta produttività, è soggetta a colatura, è poco sensibile alle malattie crittogamiche, ma molto resistente alle grandinate poco intense. Il grappolo è di dimensioni medio-grande, cilindrico o piramidale, alato, mediamente spargolo, l'acino è medio-grande, ellissoidale, con buccia pruinosa, spessa e coriacea, di colore blu nero. Oggi il suo utilizzo principale è la vinificazione in uvaggio con altre varietà locali, raramente in purezza, il vino ha un colore rosso rubino scarico, con profumi fruttati, una buona freschezza, debole di alcol e di poco corpo. I piatti locali sono l'abbinamento ideale e la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

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