Da uno studio di ricerca a vasto raggio, effettuato da più anni dal ARSSA, Agenzia Regionale per i Servizi e lo Sviluppo in Agricoltura della Calabria, si è giunti alla scoperta e ritrovamento di vitigni autoctoni presenti sul territorio regionale, ormai quasi scomparsi. Uno di questi è il Balbino Nero di Altomonte, in provincia di Cosenza, vitigno a bacca nera, diffuso anche a Cirò, in provincia di Crotone, dove è chiamato dialettalmente Mparinata, cioè infarinata, per via dell'abbondante pruina sugli acini. E' presente in queste zone da tempo immemorabile, supportato, secondo alcuni, dalla citazione fatta più di duemila anni fa da Plinio nel suo saggio "Historia Naturalis". Per molto tempo è stato confuso erroneamente col vitigno Gaglioppo ed era utilizzato come uva da tavola, oggi viene utilizzato in assemblaggio con altre varietà locali. E' un vitigno rustico a maturazione tardiva, ha una produzione abbondante, si adatta a forme di allevamento poco espanse come l'alberello ed è poco sensibile alle principali malattie. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, conico, da spargolo a compatto, a volte alato, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale, con buccia molto pruinosa, spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, fruttato, gradevolmente dolce e con buona acidità.
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