Nel parlare di questi due vitigni mi riferirò principalmente al Licronaxu Bianco, a bacca bianca, in quanto il Licronaxu Rosa, a bacca rosa e a volte a bacca nera, non è altro che una mutazione del precedente e le caratteristiche ampelografiche sono identiche. Sono ambedue iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, il Bianco nel 2018 e il Rosa nel 2019. Sono riconosciuti ambedue con gli stessi sinonimi, Arremungiau, Remungiò, Lacconargiu, Lacconarzu, in più il Licronaxu Bianco è conosciuto e coltivato in Corsica col sinonimo di Brustiano Bianco. Citati nel corso degli anni da più autori, quali il Manca, il Moris e il Cettolini, questi due vitigni sono presenti sul territorio sardo da molto tempo e spesso venivano usati anche come uva da tavola. In Sardegna le zone di maggiore coltivazione sono il Sulcis, il Campidano di Oristano e il Mandrolisai su terreni argillosi, sabbiosi e calcarei, hanno una media produzione e sono sensibili alla peronospora. Il grappolo è di media dimensione, conico, da mediamente a compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo nella varietà bianco e di colore da rosa a rosso nella varietà rosa. Il vino, nella varietà bianco, ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, con note floreali di fiori d'arancio e fruttate di agrumi, mela, pesca, pera, frutta esotica , ha una buona acidità e persistenza gusto olfattiva, ben strutturato. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°. Nella varietà rosa, il vino ha un colore rosso granato con riflessi aranciati, con note floreali e fruttate, poco intenso, poco strutturato e poco persistente. La temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.
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