L'Arsial, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, è costantemente impegnata nel progetto di identificazione, ricerca, riscoperta, classificazione e studio del patrimonio vitivinicolo regionale con particolare attenzione ai vitigni autoctoni. Alcuni vitigni li abbiamo visionati e postati precedentemente, qui parleremo del Raspato Nero, vitigno a bacca nera, originario dei Monti Aurunci con particolare diffusione nel comune di Esperia e Pontecorvo, in provincia di Frosinone. Conosciuto anche col sinonimo di Olivella di Esperia, non abbiamo notizie sulle sue origini , sappiamo che è presente in questa zona da oltre un secolo, infatti nel 1877 è stato citato nel Bullettino Ampelografico e nel 2021 è stato iscritto nel RNVV, Registro Nazionale delle Varietà di Vite. L'areale di coltivazione di questa varietà è su terreni collinari calcarei, ha una buona produzione, l'epoca di maturazione è nella prima decade di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia molta pruinosa, mediamente spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, con note di frutti di bosco e ciliegia e floreali, al naso si presenta con una buona alcolicità e acidità, morbido, sapido, persistente, di corpo, con una leggera nota amarognola nel finale. L'ideale abbinamento è con primi piatti strutturati, al ragù, secondi di carni rosse, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
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