martedì 25 gennaio 2022

VITIGNO SANTA TERESA

La Regione Puglia ha coinvolto l'Università degli Studi di Bari, il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura Basile-Caramia di Locorotondo(Bari) e il CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, sezione di Bari, in un progetto di recupero, di studio, di classificazione e salvaguardia del patrimonio vitivinicolo regionale. Il risultato di questo progetto ha portato alla riscoperta di alcuni vitigni autoctoni, tra cui il Santa Teresa, varietà a bacca bianca, ritrovata in provincia di Taranto, dove veniva coltivato ad alberello e a controspalliera. E' stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite (RNVV) nel 2020. Non abbiamo molte notizie di questo vitigno, sappiamo che il grappolo è di forma allungato, conico o cilindrico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore verde-giallo tendente al biancastro. La produttività è regolare e costante, mentre la sua maturità è alquanto tardiva. Il vino ha un colore giallo paglierino, con note fruttate e floreali, al gusto ha una morbidezza e un'acidità equilibrata, strutturalmente lo potremmo definire di corpo. Il suo utilizzo è spesso in uvaggi con altre varietà locali, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

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