sabato 12 febbraio 2022

VITIGNO MORONE

Presente in Lunigiana, in provincia di Massa-Carrara, da tempi antichi, il Morone è un vitigno a bacca nera della Toscana. Viene citato in diverse collezioni e nel 1815 l'abate Malenotti distingue due varietà, il Morone Farinaccio per via delle foglie infarinate e il Morone Nero che, secondo il Basso (1982), è rappresentato in un dipinto del pittore mediceo Bartolomeo Bimbi (1648-1729). Nel 1858 viene descritto da Targioni Tozzetti, ma solo nel 1877 il Di Rovasenda da' una definitiva classificazione nel suo saggio come Morone Nera. I sinonimi per questo vitigno si sprecano, da Morone Farinaccio, Morone Nero, Morone Sbracato, Mostaiola del Lapi, Moroncina, Morona, a Mostaione del Poggio Imperiale, Uva Mostaiona e Uva Moro. La zona di coltivazione deputata, come si è detto, è in Lunigiana, anche se una piccola diffusione si può trovare nella Valle dell'Arno, in provincia di Firenze, è iscritto nel RNVV dal 1999. Questa varietà non particolari esigenze in fatto di terreno e clima, ha una buona produzione e buona tolleranza alle malattie e alle avversità climatiche, meno per quel che riguarda la botrite. Il grappolo è medio-grande, corto, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è piccolo, sferico, con buccia pruinosa e sottile, di colore blu-nero. Utilizzato quasi sempre in uvaggio per dare colorazione ad altre uve, il vino ha un colore rosso rubino intenso, con profumi fruttati, al gusto è sapido, morbido, armonico, non molto tannico. La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

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