Il Cascarolo è un vitigno a bacca bianca del Piemonte, un tempo coltivato nel Pinerolese, nel Chierese, nei dintorni di Casale Monferrato e Moncalvo, dove veniva utilizzato anche come uva da mensa, da qualche decennio è stato recuperato tra le province di Torino e Asti. Oggi questo vitigno è quasi del tutto scomparso, la sua presenza è di pochi ceppi in qualche vecchio vigneto, ma sembra importante da un punto di vista genetico, perchè pare sia l'ascendente di alcuni vitigni tradizionali del circondario delle Alpi. Il nome deriverebbe dal fatto di essere soggetto ad una certa colatura, la prima citazione di questo vitigno lo dobbiamo a Giovan Battista Croce nel 1606, successivamente viene citato dal conte Nuvolone nel 1798. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, cilindrico, spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Per ora non si conoscono le caratteristiche enologiche del Cascarolo, ne tantomeno le potenzialità aromatiche, però le prime indicazioni sembrerebbero indurre alla possibilità di questa varietà di produrre vini di una moderata alcolicità e acidità.

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