venerdì 17 febbraio 2023

VITIGNO UVA DELLA MACCHIA

Il Gargano è un promontorio della Puglia che nel periodo ellenico (Magna Grecia) è stato uno dei territori appetibili per la diffusione della vite insieme agli altri territori pugliesi costieri. Nel corso dei secoli la diffusione della vite in questa zona si è talmente sviluppata a tal punto da essere considerato un territorio vitivinicolo molto importante. Purtroppo col tempo questo interesse si è affievolito tanto da indurre molti coltivatori ad abbandonare i terreni. Oggi la caparbietà di un produttore e botanico di Vico del Gargano, in provincia di Foggia, amante del suo territorio, si è talmente intestardito da coinvolgere alla fine l'Ente Parco del Gargano, la Regione Puglia e la Provincia di Foggia in un progetto di recupero, classificazione e salvaguardia di antichi vitigni. Uno di questi è l'Uva della Macchia, vitigno autoctono a bacca nera, recuperato in un vecchio vigneto tra Peschici e Vieste, in contrada "Macchia", da cui il nome. La sua coltivazione oggi si estende in piccoli vigneti a Vieste e a Vico del Gargano, dove è conosciuto anche col sinonimo di Uva di Vieste. Gli esperimenti di vinificazione effettuati da questa varietà con altri vitigni salvati dall'estinzione, uno dei quali è il Nardobello, a bacca bianca di cui non si conoscono ulteriori notizie, hanno dato vita ad un vino chiamato Macchiatello, derivante dal nome del vitigno principale utilizzato in uvaggio, cioè l'Uva della Macchia. Questo è un vitigno molto produttivo e predilige terreni calcarei, siccitosi e poco profondi, il grappolo è lungo, conico-piramidale, compatto, alato, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia molto pruinosa, sottile, di colore blu-violaceo. Il vino ha un colore rosso rubino con profumi fruttati e floreali, con buona alcolicità e acidità, ben strutturato e persistente.
 

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