Uno dei tanti vitigni "reliquia" della Sicilia è il Muscatedda a bacca bianca, che è il nome locale della prima uva che si vendemmia. E' un vitigno probabilmente originario della Grecia, citato in passato già da Columella, Plinio il Vecchio e nei Bollettini Ampelografici del '800, prediletto dalle api per il sapore dolce delle bacche. La valorizzazione di questa varietà è dovuta al progetto, tutto siciliano, "Archeologia del Vino in Italia", condotto dal IBAM- CNR in collaborazione con la Cattedra di Metodologie dell'Università di Catania col supporto dell'Assessorato Agricoltura Regione Siciliana. Secondo le analisi del DNA effettuate nel 2018 è emerso che questo vitigno ha origine da un incrocio presumibilmente naturale tra il Moscato Bianco e un vitigno partner per ora sconosciuto. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo-dorato.

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