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Nel I° secolo d.c. Plinio il Vecchio citava questo vitigno nel suo " Historia Naturalis " col nome di " Cauda Vulpium ", da cui "
Coda di Volpe ", per la caratteristica forma del grappolo, è un vitigno antico autoctono a bacca bianca della Campania, confuso spesso erroneamente col vitigno
Pallagrello Bianco e con un altro vitigno autoctono minore coltivato nel casertano chiamato "
Coda di Pecora"che hanno caratteristiche differenti, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1970. Fino a qualche anno fa questo vitigno veniva utilizzato solo negli assemblaggi, è presente, infatti, nel "
Fiano di Avellino (Apianum) DOCG " e nel "
Greco di Tufo DOCG ", in varie
DOC locali tra cui il vino "
Lacryma Christi ", la cui vinificazione è in versione bianco, rosso o rosato col contributo di altri vitigni quali il Piedirosso e la Falanghina, e grazie alla solerzia e l'impegno di alcuni viticoltori oggi viene vinificato anche in purezza dando dei risultati interessanti. Coltivato su terreni argillosi-calcarei, asciutti, carichi di silicio, questo vitigno non è molto vigoroso ed ha una media produzione, la foglia è grande con cinque lobi, il grappolo è grande, allungato, poco compatto, piramidale con una o due ali piccole, l'acino è piccolo con buccia consistente e pruinosa, l'allevamento è a spalliera, la vendemmia avviene nella prima decade di ottobre. Il vino Coda di Volpe ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati dal profumo di pera, di fiori gialli e sentori minerali, il gusto è abbastanza fresco, sapido, asciutto, di buon corpo, la gradazione minima è 11°, nella versione spumante è 11,5°, nella versione passito è 14,5°, è un vino che si abbina a primi piatti di legumi, piatti di pesce, grigliate di pesce, crostacei, formaggi molli, la temperatura di servizio indicata è 8°-10°.
Esiste anche un vitigno
Coda di Volpe Rossa/Nera che viene ormai identificato
col vitigno
Pallagrello Nero, pertanto, per ulteriori informazioni, citare il post del Pallagrello.
Motto: Poichè l'uomo è ragionevole deve bere, stato divino dell'esistenza è
l'ebbrezza; nella gloria, nell'uva, nell'amore e nell'oro affonda la
speranza di uomini e nazioni. ( BYRON )