giovedì 31 marzo 2022

VITIGNO NURAGUS ARRUBIU

Antichissimo vitigno della Sardegna riscoperto e recuperato dal progetto Akinas, spesso  coltivato e confuso col Nuragus, il Nuragus Arrubiu è una varietà a bacca rossa, originatasi tramite mutazione somatica dal Nuragus, come dimostra la descrizione del Moris, e la zona di coltivazione è la Sardegna Centro Meridionale, cioè Campidano, Ogliastra, Sulcis e Madrolisai, è iscritto nel RNVV dal 2019. Tra i sinonimi accertati abbiamo Nuragus Rosa, Nuragus Muscadeddu e da alcuni studiosi viene ipotizzato la possibile parentela col vitigno Semidano e col vitigno Bianca Remungia. Il Nuragus Arrubiu è un vitigno con una buona produzione ma una leggera sensibilità alla peronospora, il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore rosa e verde-gialla. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso presenta note floreali di rosa e fruttate di banana e agrumi, al gusto ritornano le note odorose con una media intensità, come pure la morbidezza, freschezza e tenore alcolico, la struttura e la corposità sono nella media.
 

mercoledì 30 marzo 2022

VITIGNO SERBINA

Vitigno autoctono a bacca nera della Lombardia il Serbina è presente con pochi ceppi in qualche vigneto intorno al Lago d'Iseo, in provincia di Brescia. Inizialmente doveva chiamarsi Sebina, come il luogo del suo ritrovamento, però, per una questione burocratica relativa alla sua iscrizione nel Registro, è stato adottato il nome attuale di Serbina e nel 2009 è stato iscritto nel RNVV. Nel maggio del 2018 un Decreto ha riconosciuto la sinonimia tra il vitigno Serbina con il vitigno Turca. E' un varietà con una produzione media ed ha una buona resistenza alle avversità climatiche ed agli agenti parassitari. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Tradizionalmente assemblata con altre varietà locali, in purezza il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, con note fruttate, presenta una buona alcolicità ed acidità, di buon corpo e struttura. I piatti della tradizione locale sono il suo abbinamento ideale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

martedì 29 marzo 2022

VITIGNO CODRONISCA

Altro vitigno riscoperto e recuperato grazie al progetto Akinas, condotto e controllato da Agris Sardegna, è il Codronisca, autoctono a bacca bianca, diffuso nel Sulcis e nel Campidano Meridionale, è conosciuto anche col sinonimo di Bianchedda di Nuraminis. Conosciuto fin dai tempi antichi, la prima citazione è del Moris, successivamente è stato citato ed identificato in determinate zone dell'isola dall'Angius, dal Cettolini e dal Cara, nel 2018 è stato iscritto nel RNVV. Questa varietà ha una discreta produzione, presenta una certa sensibilità alla peronospora e la sua maturazione è nella seconda decade di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, conico a imbuto, compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale o sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, con note floreali di fiori d'arancio, fruttate di limone, banana, mela e speziate, presenta una buona acidità e morbidezza, una buona struttura, di corpo. Molto indicato l'abbinamento con i piatti di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

sabato 26 marzo 2022

VITIGNO BIANCO DRITTO

Ci troviamo nel Lazio, esattamente in provincia di Viterbo, grazie ad un progetto sostenuto dalla Regione, è stato riscoperto e recuperato dall'estinzione un vitigno a bacca bianca rarissimo, quasi sconosciuto, presente con pochi ceppi che è il Bianco Dritto. E' chiamato così a causa del portamento rigido e sostenuto della pianta e per la forma del grappolo. Per ora non abbiamo notizie approfondite, sappiamo che è una varietà che ha una buona resistenza alle principali malattie. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Adatto all'assemblaggio con altre varietà locali, il vino ha un colore giallo paglierino scarico, vinoso, con una leggera nota di acidità.
 

venerdì 25 marzo 2022

VITIGNO SORANTONIO

Dalle testimonianze raccolte dagli agricoltori del luogo, la maggior parte di origine albanese, il vitigno in questione è presente in questa zona fin dal 1800, coltivato su terreni sabbiosi e aridi ed allevato ad alberello. Ci troviamo nel Molise, zona costiera adriatica, precisamente nei comuni di Campomarino e Termoli, in provincia di Campobasso. Parliamo del Sorantonio, vitigno autoctono a bacca nera, esclusivo di questa zona, che col passare degli anni era quasi del tutto scomparso. Il nome deriverebbe, sempre secondo le testimonianze, da un certo Signor Antonio, che per abbreviazione dialettale è diventato Sorantonio, che è stato il primo vignaiolo a coltivarlo. Oggi questa varietà è stata recuperata e messa a dimora con pochi e piccoli impianti con allevamento a controspalliera e nel 2021 è stato iscritto nel RNVV. Da successive analisi è stato evidenziato che il Sorantonio sarebbe legato da un rapporto di parentela col Bombino e col Montepulciano. Questa varietà ha una buona e regolare produttività ed ha una media resistenza sia agli agenti atmosferici che agli organismi nocivi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia molto pruinosa, di colore blu-nero. Molto adatto per la vinificazione in rosato, il vino ha un colore rosato abbastanza intenso con riflessi cerasuoli, caratterizzato da note floreali di gelsomino e geranio e fruttate di frutti di bosco e ciliegia, al gusto presenta una discreta intensità e persistenza gustativa ed è abbastanza equilibrato.
 

giovedì 24 marzo 2022

VITIGNO SELEZIONE VEDELE

Recuperato e salvato dall'oblio insieme ad altri vitigni, grazie al progetto AKINAS condotto e coordinato da Agris Sardegna, il Selezione Vedele è una varietà a bacca bianca autoctona della Sardegna, la cui zona di coltivazione è la Baronia. Il nome è dovuto al proprietario della vigna da dove è stato prelevato il materiale genetico di questa varietà che riteneva fosse vite selvatica. Da successive analisi è stato evidenziato che il Selezione Vedele  si è riprodotto per autofecondazione dal vitigno Galoppu, varietà di uva da tavola presente in Sardegna, che sarebbe genitore di altri vitigni dell'isola. Nel 2018 il Selezione Vedele è stato iscritto nel RNVV. E' una varietà che ha una buona produzione ed è molto sensibile alla peronospora. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi gialli, poco intenso, con note floreali, fruttate di banana e frutta secca, erbaceo ed erbe aromatiche, al gusto si presenta abbastanza morbido, con un accettabile tenore alcolico, poco strutturato e poco persistente, debole di corpo e poco armonico.

 
 

mercoledì 23 marzo 2022

VITIGNO RUZZESE

Antico vitigno autoctono a bacca bianca, un tempo diffuso su tutto il territorio della Liguria, specialmente in provincia di La Spezia, e del Basso Piemonte, quasi del tutto scomparso per la scarsa produttività, il Ruzzese è stato recuperato, la sua coltivazione oggi si attesta, ancora per pochi ettari, nel Levante Ligure, nella Cinque Terre, in provincia di La Spezia, e nel 2009 è stato iscritto nel RNVV. Presente sul territorio ligure da molto tempo, nel Cinquecento il Ruzzese era il vitigno da cui, allora, si produceva un ottimo vino passito, l'antico antenato del famoso Sciacchetrà, tanto apprezzato da Papa Paolo III Farnese, e nell'Ottocento è stato citato nell' opera "Pomona Italiana" dal conte Giorgio Gallesio. Oltre al suo termine tradizionale, viene conosciuto anche col sinonimo di Razzese, Rocese o Rossese di Arcola e spesso veniva confuso erroneamente col Rossese Bianco. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, poco compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore verde-giallo e un po' ambrato se esposto al sole. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, con note di agrumi e salvia, al gusto si presenta sapido, persistente, equilibrato, con una buona struttura, una accentuata acidità ed un elevato tenore alcolico. L'ideale abbinamento è quello con i piatti di pesce e la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

venerdì 18 marzo 2022

VITIGNO NIGHEDDU POLCHINU

Grazie al progetto Akinas, condotto e coordinato da Agris Sardegna, altro vitigno autoctono ritrovato e recuperato in vecchi vigneti dell'isola è il Nigheddu Polchinu, a bacca nera, iscritto nel RNVV nel 2019 e coltivato principalmente nella Barbagia, Ogliastra e Planargia. La sua prima citazione è opera  dell'Angius nel '800 e rappresenta una cultivar così detta "unicum" dell'isola, presente esclusivamente in Sardegna. Le zone di coltivazione sono caratterizzate da terreni collinari argillosi-calcarei-sabbiosi, questa varietà presenta una produzione sulla media, la maturazione avviene nella prima decade di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con note floreali di rosa, fruttate di lamponi e ciliegia, speziate, presenta una buona struttura, una buona persistenza aromatica ed un buon tenore alcolico. Indicato per i piatti e formaggi della tradizione locale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

martedì 15 marzo 2022

VITIGNO CJANORIE

Il Cjanorie è un vecchio vitigno a bacca nera del Friuli Venezia Giulia, un tempo diffuso in molte zone della Regione. Dato la sua poca importanza dal punto di vista commerciale, un po' di anni fa sembrava del tutto scomparso, oggi la sua coltivazione si attesta nel circondario del comune di Gemona, in provincia di Udine, e di Pinzano al Tagliamento, in provincia di Pordenone. Si presume che sia presente in Friuli da molto tempo, ma non abbiamo notizie certe sulle sue origini. Il suo nome pare derivare dal termine dialettale friulano "cjane", che significa "canna", oppure dal termine "cjanor", cioè "canuto", che farebbe riferimento al colore scarico del suo vino. E' iscritto nel RNVV dal 2006 ed è conosciuto anche con i sinonimi Cianoria e Chianorie. Il Cjanorie è una varietà molto fertile e matura nella seconda decade di settembre, il grappolo è di medie dimensioni, conico, spargolo, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia molto pruinosa, sottile, di colore blu-nera. Utilizzato quasi sempre in uvaggio con altre varietà locali, il vino, nella poca produzione in purezza, ha un colore rosso rubino scarico, con leggere note di amarene e liquirizia, fresco, non molto alcolico, di corpo leggero. E' un vino che si abbina bene a minestre di legumi, carni bianche, salumi e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

domenica 13 marzo 2022

VITIGNO BIANCHETTO DI SALUZZO

Il Bianchetto di Saluzzo è un vitigno a bacca bianca autoctono del Piemonte, anticamente coltivato nella zona di Saluzzo, in provincia di Cuneo, fin dal 1800, citato dal Di Rovasenda nel suo "Saggio" del 1877, ormai quasi del tutto scomparso. Grazie ad alcuni produttori e al Consorzio di Tutela è stato recuperato e reimpiantato, sotto il controllo del campo catalogo di Grinzane Cavour, nella zona di Saluzzo. Il Bianchetto di Saluzzo è uno dei genitori, insieme al Nebbiolo, del vitigno Bubbierasco, già postato in precedenza. Considerando la sua recente sperimentazione, non abbiamo notizie dettagliate, ci limiteremo alla descrizione del frutto. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, alato, l'acino è medio-grande, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo.
 

sabato 12 marzo 2022

VITIGNO SCHIOPPETTA

Lo Schioppetta è un vitigno a bacca bianca delle Marche, presente principalmente nella zona di Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino. Le prime citazioni storiche risalgono all'Ottocento nei Bollettini Ampelografici editi dall'allora Ministero Agricoltura, Industria e Commercio del 1875. Nel corso degli anni questa varietà è stata associata erroneamente da vari studiosi al gruppo delle Malvasie, oggi la sua coltivazione è molto limitata ed è stata iscritta nel RNVV nel 2019. Ha una buona produzione, ma poca resistenza alle malattie e agli organismi nocivi specialmente nelle annate piovose. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, alato, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia molto pruinosa, di colore verde-giallo. Utilizzato quasi sempre in uvaggio con altre varietà locali, il vino, in purezza, ha un colore giallo paglierino intenso, con note di frutta e piccoli accenni floreali, al gusto si presenta poco morbido e fresco, con un buon tenore zuccherino, equilibrato.
 

venerdì 11 marzo 2022

VITIGNO RUCIGNOLA

Nel 2003 è partito un progetto per la individuazione di antichi vitigni esistenti sul territorio regionale ad opera dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia. Tra i tanti vitigni così detti "reliquie" è stato riscoperto il Rucignola, varietà a bacca bianca, presente in varie zone della Regione, principalmente nei Monti Nebrodi, purtroppo per ora non abbiamo notizie dettagliate. E' un vitigno dalla limitata coltivazione con una produzione da media a scarsa, il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, semi compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, con note di frutti esotici, al palato presenta una spiccata acidità, una buona sapidità e persistenza aromatica, morbido, con un buon tenore alcolico.
 

lunedì 7 marzo 2022

VITIGNO PRODEST

Nel 1960 il prof. Cosmo ha incrociato il vitigno Merlot con il vitigno Barbera con lo scopo di incrementare l'acidità al Merlot, è nato così il Prodest, conosciuto anche come Incrocio Cosmo 109. E' una varietà a bacca nera del Veneto, coltivato in pochi ettari nella zona di Conegliano e Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, iscritta nel RNVV nel 1976. Ha una media produzione e maturazione, una discreta resistenza alle malattie. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, piramidale, compatto, non sempre alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia molto pruinosa, spessa e consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con note erbacee e fruttate, tannico, di buon corpo e con buona predisposizione all'affinamento in legno.
 

VITIGNO NIEDDA CARTA

Vitigno a bacca nera della Sardegna, diffuso in vecchi vigneti dell'Ogliastra, del Sarcidano e della Barbagia di Seulo, il Niedda Carta è stato salvato dall'estinzione ed iscritto nel RNVV nel 2018. La prima citazione è ad opera dell'Angius nel '800, successivamente viene indicato dal Cettolini, presente nell'Ogliastra come vitigno importante dalla produzione di vini pregiati. La zona di coltivazione è quella collinare argillosa-calcarea, ha una produzione media ed è poco sensibile alla peronospora. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, da compatto a mediamente compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi granati, al naso si percepiscono note floreali, fruttate e speziate, al gusto presenta un buon tenore alcolico, buona acidità, una elevata persistenza gusto-olfattiva, buona struttura, equilibrato. E' un vino che si abbina bene con i piatti e formaggi locali, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

sabato 5 marzo 2022

VITIGNO MORETTO GROSSO

Vitigno a bacca nera del Piemonte, presente in provincia di Alessandria con una piccola diffusione nell'Oltrepò Pavese, in Lombardia. E' una varietà ancora in fase di studio, pertanto le notizie sono ancora scarse, è stato iscritto nel RNVV nel 2021. Potrebbe essere un clone della Lambrusca di Alessandria, visto la sinonimia di Moretto usata  nella zona di Tortona e Novi Ligure, in provincia di Alessandria, è chiamato anche Crova, Morettone, oltre che Badino, Coccalona Riccia, Legno Bianco, Pezzè e Porcino. Il Moretto Grosso ha una media produttività, una sensibilità media alla peronospora e all'oidio e una buona resistenza al marciume. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, da spargolo a mediamente spargolo, l'acino è medio-grosso, sferoidale, con buccia pruinosa, di medio spessore, di colore blu-nero. Il vino presenta un colore rosso rubino, con pochi profumi, caratterizzato da un buon tenore zuccherino ed una elevata acidità, poco adatto per l'invecchiamento.