La Madama Nera è un vitigno autoctono a bacca nera della Sicilia, ritrovato in vecchi vigneti sulle pendici dell'Etna costituito di pochi esemplari e ritenuto "vitigno reliquia" dai ricercatori del Dipartimento di Agricoltura dell'Università di Catania, che per ora lo stanno studiando e reimpiantando in campi sperimentali, salvandolo dall'oblio. Le uniche notizie di cui disponiamo è che questa varietà produce un'uva dolce e può essere mangiata anche fresca. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
sabato 28 gennaio 2023
venerdì 27 gennaio 2023
VITIGNO CALABRESE DI MONTENUOVO
Il Calabrese di Montenuovo è un vitigno a bacca nera della Campania. Il nome potrebbe indurre a pensare che sia una varietà della Calabria, cosa che ha un certo legame. Verso la metà del 1900 un produttore calabrese si trasferì in Campania, portando con sé delle barbatelle della sua terra di origine, tra queste uno chiamato Calabrese, piantato su una collina di nome Montenuovo, da cui il nome. Da recenti analisi del DNA effettuate nel 2007 è stato stabilito che questa varietà, insieme all'altra varietà campana Palummina Mirabella e al Ciliegiolo, varietà toscana già in auge come genitore, sono i generatori del più famoso Sangiovese. In riferimento, sempre, a queste analisi è stato stabilito che tra il Calabrese di Montenuovo e il Magliocco Canino, varietà calabrese, vi è un rapporto di parentela. Col tempo quasi del tutto abbandonato, recentemente sono state recuperate alcune viti nella zona del Lago Averno, nei Campi Flegrei, in provincia di Napoli. Non abbiamo ulteriori notizie di vinificazioni, pertanto ci soffermiamo ad analizzare le caratteristiche del grappolo, che è di medie-piccole dimensioni, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
martedì 24 gennaio 2023
VITIGNO BRACHETTO MIGLIARDI
Il Di Rovasenda nel 1877 annotava che in Piemonte sono coltivati vitigni a bacca nera aromatizzati e non col nome di "Brachetto" non tutti identici tra di loro. Uno di questi è il vitigno Brachetto Migliardi, detto anche "Brachetto di Montabone" o Brachetto di Nizza, che potremmo definire un parente del più noto Brachetto di Acqui, anche se è una varietà a sé stante. E' un vitigno diffuso e coltivato nella stessa zona di produzione del parente famoso e nel corso degli anni spesso veniva confuso con esso. Solo negli ultimi anni gli è stato aggiunto il nome "Migliardi", nome che identifica l'azienda dove è stato ritrovato. E' una pianta che ha una buona produttività con un contenuto di acidità moderato e una concentrazione zuccherina discreta rispetto al suo omonimo nobile. La zona di coltivazione si attesta tra Acqui Terme e Nizza Monferrato, in provincia di Alessandria. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, compatto, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino si avvicina molto a quello prodotto dal suo omonimo famoso però con caratteristiche più moderate, ha un colore rosa cerasuolo tendente al rosso rubino, con note floreali di rosa e fruttate di pesca, fragola, ciliegia, il gusto è dolce, vivace, delicato, discretamente alcolico, moderatamente fresco.
lunedì 23 gennaio 2023
VITIGNO AGRIFONE
L'Agrifone è un vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, coltivato limitatamente in provincia di Lucca, nei comuni di Ponte a Moriano, Borgo a Buggiano e Montecarlo, dove è anche conosciuto col sinonimo di Strozzaprete. Già nel 1877 veniva citato dal Di Rovasenda, è un vitigno quasi introvabile e a rischio di estinzione, utilizzato quasi sempre in uvaggio per via della sua elevata acidità per correggere le caratteristiche di altre varietà locali. L'Agrifone è un vitigno molto sensibile alle malattie crittogamiche, il grappolo è di medie dimensioni, corto, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa e sottile, di colore verde-giallo. Nelle poche sperimentazioni di vinificazione in purezza, questa varietà regala un vino dal colore giallo paglierino con profumi fruttati, floreali ed erbe selvatiche, fresco, con caratteristiche che destano un certo interesse da approfondire.
sabato 21 gennaio 2023
VITIGNO VISPARA
Il Vispara, detto anche Vispara Etna, è un vitigno autoctono a bacca bianca della Sicilia coltivato alle pendici dell'Etna che nei comuni di Nicolosi e Regalna, in provincia di Catania, è conosciuto col sinonimo di "Azzano". Negli anni Duemila è iniziato un lavoro di recupero da parte dei ricercatori dell'Università di Catania e del CREA di Acireale per salvare alcuni vitigni dal rischio di estinzione, chiamati "reliquie", tra cui il Vispara. Non abbiamo notizie di vinificazioni di questa varietà, sappiamo che matura nella prima settimana di settembre, produce un'uva dolcissima e può essere mangiata anche fresca. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia sottile, di colore verde-giallo.
mercoledì 18 gennaio 2023
VITIGNO UVA CAVALLINA
Citato in diversi scritti di enologia di fine '800 fra le varietà presenti nel comune di Tolve, piccolo borgo in Basilicata, in provincia di Potenza, oggi di questo vecchio vitigno non resta che qualche vite. Parliamo del vitigno Uva Cavallina, autoctono a bacca rossa/violetto, anticamente chiamato "Uva dei Cani", ritrovato e scoperto nel citato comune di Tolve, grazie all'interessamento della Società Cooperativa Agricoltura 2000. Attualmente è oggetto di studi da parte degli esperti dell'Università di Basilicata, in collaborazione con l'Università di Pisa e del Cra di Turi, in provincia di Bari. Va da sé che essendo ancora in fase di studio, le notizie di cui disponiamo sono scarse, pertanto ci soffermiamo ad analizzare l'aspetto ampelografico. Il grappolo è di medie dimensioni, lungo, conico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore rosso-violetto.
martedì 17 gennaio 2023
VITIGNO TOCCARINO
Il Toccarino o Nerello Calabrese o semplicemente Nerello è un vitigno a bacca nera della Calabria, coltivato principalmente nella zona di Lamezia Terme. Appartiene alla famiglia dei "Negrelli" e già nel '600 veniva citato dal botanico Cupani. Spesso è confuso a ragion veduta col vitigno Nerello Mascalese siciliano ed è una varietà sensibile alle principali malattie parassitarie e alle avversità climatiche. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, conico, alato, spargolo o compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di medio spessore, di colore rosso-blu-nero. Non abbiamo molte notizie di vinificazioni, di regola viene vinificato in uvaggio con altre varie locali.
lunedì 16 gennaio 2023
VITIGNO SORBIGNO
Giuseppe D'Ascia, autore dell'enciclopedia "Storia dell'isola di Ischia" del 1867, citava che ad Ischia venivano coltivate moltissime varietà di viti e una delle più antiche era il Sorbigno, vitigno a bacca bianca, già citato nel 1588 nell'opera di Iasolino. Molte di queste varietà oggi non sono più coltivate e né rintracciabili in vecchi vigneti storici. Il Sorbigno è stato rintracciato, salvato e per ora coltivato da un unico produttore vitivinicolo dell'isola. Non abbiamo, pertanto, molte notizie in merito, né menzione, né descrizione e approfondimenti di vinificazioni.
giovedì 12 gennaio 2023
VITIGNO ROSONADU
Altro vitigno autoctono salvato dall'oblio, grazie al progetto Akinas con il coordinamento di Agris Sardegna, è il Rosonadu a bacca rosa o rosso, nato dall'incrocio del vitigno Cannonau col vitigno molto raro Apesorgia Bianca. Nel 2019 il Rosonadu è stato iscritto nel RNVV e ha come zona esclusiva di coltivazione il Campidano di Cagliari. E' una varietà molto produttiva con una elevata sensibilità alla peronospora. Il grappolo è di dimensioni medie, di forma conica, compatto, con la presenza di 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosa o rosso. Visto lo scarso contenuto di antociani che possiedono le sue bacche, è stato quasi sempre vinificato in bianco. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, il profumo è floreale e fruttato, con note anche vegetali, il gusto è abbastanza equilibrato tra morbidezza, freschezza, sapidità e alcolicità ed ha una buona persistenza e struttura.
mercoledì 11 gennaio 2023
VITIGNO PASSERINA DEL FRUSINATE
La Passerina del Frusinate è un vitigno autoctono a bacca bianca del Lazio, presente solo ed esclusivamente in Ciociaria nei comuni di Paliano, Olevano Romano e Piglio, in provincia di Frosinone. La sua storia risale agli anni 40 del secolo scorso con una vera e propria identità, anche se la sua presenza in questa zona è molto più antica. Genealogicamente questa varietà appartiene alla famiglia dei Trebbiani e nel corso degli anni è stato spesso confuso con altri vitigni a bacca bianca della stessa famiglia. Il nome deriva dalla dolcezza dei suoi acini, oggetto di passione dei passeri. Viene vinificato in purezza nelle tipologie di "secco", "spumante" e "passito" e rientra anche nell'assemblaggio con altre varietà bianche locali. E' una varietà che ha una buona produzione ed è piuttosto vigorosa, il grappolo è di dimensioni medio-grandi, piramidale, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia di colore giallo-oro. Se vinificato in purezza il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini o ambrati, secondo la tipologia; il profumo è intenso e presenta sensazioni fruttate che spaziano da frutti esotici, agrumati a frutta secca, al gusto ritornano le stesse sensazioni fruttate, una freschezza e acidità ben marcate, un'alcolicità nella norma, una buona persistenza. L'abbinamento a risotti, antipasti e piatti di pesce è un connubio ideale, mentre nella tipologia "passito" l'abbinamento ideale è con la pasticceria secca e formaggi erborinati, la temperatura di servizio consigliata, secondo la tipologia, varia da 8° a 14°.
domenica 8 gennaio 2023
VITIGNO OCCHIANA
Considerato ormai una "reliquia", l'Occhiana, vitigno a bacca bianca scoperto in provincia di Grosseto, in Toscana, è conservato nella collezione ampelografica dell'Università di Firenze. La sua coltivazione è molto limitata ed è ormai in via di estinzione. Questa varietà ha una media produzione e una tolleranza alle principali crittogame. Il grappolo è di piccole dimensioni, cilindrico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Le rarissime vinificazioni non hanno dato dei risultati accettabili, è poco alcolico, ed ha un aroma che si avvicina al moscato.
Iscriviti a:
Post (Atom)










