La ricerca e gli esperimenti condotti negli anni '30 dal prof. Luigi Manzoni, preside della Scuola Enologica di Conegliano, ha consegnato all'ampelografia italiana una famiglia di incroci tra vitigni contrassegnati da numeri, che da lui prendono il nome, sono tutti vitigni autoctoni del Veneto, esattamente della zona di Treviso, diffusi, ormai, quasi in tutta Italia. Sono vitigni che si adattano a terreni e climi diversi tra di loro, preferendo, però, quelli collinari, poco compatti, profondi, freschi e fertili, qui tratteremo di quelli più conosciuti e utilizzati.
 |
| incrocio manzoni 6.0.13 o bianco |
Incrocio Manzoni 6.0.13 o Bianco
Questo vitigno, conosciuto anche come
Incrocio Manzoni, è il clone più famoso e utilizzato di questa famiglia, nasce dall'incrocio tra
Riesling Renano e
Pinot Bianco, rientra nell'uvaggio della
DOCG Colli di Conigliano e in varie
DOC e IGT. Presenta un grappolo piccolo, conico o cilindrico, spesso alato, mediamente compatto, l'acino è medio-piccolo, sferico con buccia spessa e consistente, poco pruinosa di colore giallo-verde, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini dal profumo fruttato e floreale, con note di miele e di idrocarburi con l'invecchiamento, delicato, fine, lievemente aromatico, il sapore è sapido, con buona acidità, discreta gradazione, di buon corpo ed equilibrato. Ottimo vino da aperitivo, può essere abbinato a piatti di pesce, risotti, asparagi, formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 |
| incrocio manzoni 2.15 o rosso |
Incrocio Manzoni 2.15 o Rosso Questo vitigno, noto anche come
Manzoni Rosso, con il suo omologo
Incrocio Manzoni 2.14, iscritto nel Registro Nazionale nel 2011, è un incrocio tra il vitigno
Glera (Prosecco) e il
Cabernet Franc, nasce, però, da un errore, in quanto il prof. Manzoni voleva ottenere un vitigno dalla produttività del
Glera e gli aspetti qualitativi dal
Sauvignon a bacca bianca, solo che, per errore, la varietà impollinatrice era a bacca nera, per cui si è pensato al
Cabernet Sauvignon, solo da un'analisi del DNA nel 2010 si è scoperto che si trattava del
Cabernet Franc, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1970. E' un vitigno con buona produzione, il grappolo è medio, cilindrico o piramidale, spesso alato, compatto, l'acino è medio, tondo, con buccia spessa, pruinosa, di colore blu-viola, il vino ha un colore rosso rubino intenso dai riflessi violacei, il profumo è fruttato con note di sottobosco, more, lamponi, il gusto è morbido, poco tannico, buona alcolicità, equilibrato, di corpo, la gradazione minima è 11°, si accosta bene a primi piatti con sughi leggeri, carni bianche e arrosti poco strutturati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 |
| incrocio manzoni 13.0.25 o moscato |
Incrocio Manzoni 13.0.25 o Moscato
Questo vitigno, noto anche come
Manzoni Moscato, è un incrocio tra il
Raboso Piave e il
Moscato d'Amburgo, diffuso, sopratutto, in provincia di Treviso
, molto utilizzato nella spumantizzazione. Ha un grappolo medio-grosso. piramidale, molto compatto, l'acino è medio-grosso, ovoidale, con buccia spessa, pruinosa, di colore blu-nero, il vino ha un colore rosso rubino scarico, tendente al rosato, con tonalità violacee, al naso è fruttato con note di ciliegia, fragola, agrumi, vaniglia, il sapore è equilibrato, armonico con buona morbidezza, buona acidità
e tannicità, leggermente amabile, la gradazione minima è 10,5°, ottimo per i dessert, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.
 |
| incrocio manzoni 1.50 o rosa |
Incrocio Manzoni 1.50 o Rosa e Manzoni 2.30
 |
| incrocio manzoni 2.30 |
Questo vitigno è un incrocio tra il
Trebbiano e il
Traminer Aromatico, distinto in due cloni, il
Manzoni 1.50, detto anche
Manzoni Rosa, avendo la bacca di color rosa, dominata dall'aromaticità del Traminer, e il
Manzoni 2.30, a bacca bianca, dominata dalla caratteristica del Trebbiano con grappolo più grande e contenuto zuccherino più elevato rispetto
al fratello, è iscritto nel Registro Nazionale dal 2011. Adatti ambedue alla spumantizzazione
, danno un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, floreale, fruttato con note agrumate e speziate, in bocca è fresco, sapido, gradevolmente caldo, di buon corpo, la gradazione minima è 11°. Ottimo come aperitivo, può essere abbinato a primi piatti e risotti alle verdure, crostacei, carni bianche , la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
Nessun commento:
Posta un commento