giovedì 25 luglio 2019
VITIGNO ERBAMAT
L'Erbamat è un vitigno a bacca bianca della Lombardia, presente nell'area tra il Lago di Garda e la Franciacorta, in provincia di Brescia, fin da tempi remoti.Le prime notizie le troviamo nel 1564 ad opera dell'agronomo Agostino Gallo col nome di Albamatta, mentre il nome Erbamat odierno deriva dal fatto che gli acini dell'uva restano di colore verde anche a raggiunta maturazione. Quasi del tutto abbandonato in favore di vitigni internazionali, oggi questo vitigno viene considerato molto interessante dal punto di vista enologico, tanto da essere stato inserito dal 1° Agosto del 2017 nel disciplinare del Franciacorta DOCG e Rosè al massimo per una percentuale del 10%, ma non nel Franciacorta Saten, nel 2018, dopo un attento studio, è stato riconosciuto la sinonimia di questo vitigno col vitigno Verdealbara. Essendo l'Erbamat un vitigno con maturazione tardiva e un tenore di acidità molto alto rispetto allo Chardonnay e Pinot, è un ottimo elemento per conferire freschezza alle basi spumante. Come detto, questo vitigno si sta rivelando molto interessante per i viticoltori della zona, tanto da essere utilizzato in assemblaggio con altri vitigni, ma qualche produttore sta iniziando ad utilizzarlo anche in purezza. Il grappolo è di dimensioni medie, cilindrico, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, sottile ma resistente, di colore verde. Il vino ha un colore giallo paglierino dai profumi delicati e con un alto tenore di acidità, sapido, di corpo, ottimo come aperitivo, si abbina bene con tutti i piatti di pesce e anche con carni bianche, la temperatura di servizio consigliata, secondo la tipologia, varia tra gli 8°-10° per gli spumanti, 12°-14° per i fermi.
martedì 23 luglio 2019
VITIGNO TOSCA o UVA TOSCA NERA E BIANCA
Le province di Modena e Reggio Emilia sono i territori dove viene coltivato il vitigno Tosca, chiamato anche Uva Tosca, a bacca rossa, autoctono dell'Emilia Romagna e iscritto nel RNVV nel 1971. Non abbiamo notizie certe di questo vitigno, la prima citazione la troviamo nel 1674 ad opera del Tanara, successivamente negli anni è stato citato da vari autori tra cui il Rovasenda nel 1877 e per ultimo il Manzoni nel 1977. E' considerato l'unico vitigno che ha un'ottima maturazione sia in collina che in montagna, predilige terreni poveri e ben esposti, in alcune annate è soggetto ad acinellatura e colatura. Questo vitigno ha una media vigoria e poca produttività, presenta una certa sensibilità all'oidio, mentre è più tollerante alle altre crittogame. Il grappolo si presenta di dimensione grande, piramidale allungato, alato, mediamente compatto, l'acino è grosso, ellisoidale, con buccia spessa e consistente molto pruinosa, di colore grigio rosso. Il vino che produce ha un colore rosso rubino scarico, non aromatico, acidulo, sapido, non particolarmente alcolico, viene vinificato in uvaggio con altri vitigni per ottenere vini freschi da bere giovani, anche nelle tipologie rosato e frizzante, un tempo veniva utilizzata anche come uva da tavola. E' un vino da tutto pasto specialmente con i piatti tradizionali locali, la temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.
Nella zona di Viano, in provincia di Reggio Emilia, è stato ritrovato un ceppo centenario del vitigno Uva Tosca Bianca che per ora è in fase di studio nell'Azienda Agraria dell'Istituto di Istruzione Superiore Zanelli a Reggio Emilia. Da analisi effettuate sui profili è stato accertato che tra le due varietà vi è una affinità dei tratti morfologici del grappolo e della foglia che fanno pensare ad una loro vicinanza genetica.
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