mercoledì 12 dicembre 2018
VITIGNO OSELETA
L'Oseleta è un vitigno a bacca nera autoctono del Veneto, diffuso principalmente in provincia di Verona, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2000. Già dalla fine del 1800 viene citata la sua presenza in questa zona, ma solo negli anni settanta questo vitigno viene recuperato dalla estinzione e spesso viene utilizzato nella vinificazione del Valpolicella, del Recioto e dell'Amarone, anche se non è citato dal disciplinare, in quanto da' un apporto di colore, acidità e alcolicità. Il nome potrebbe derivare dal termine dialettale "uselet", che significa uccelletto, in quanto i suoi acini sono molto graditi agli uccelli per la dolcezza. E' un vitigno che presenta buona resistenza alle malattie e alla Botritys cinerea, tanto da essere lasciata ad appassire sulla pianta, ha una buona vigoria e regolare produttività. Il grappolo è di piccole dimensioni, cilindrico o piramidale, compatto, talvolta alato, l'acino è di medie dimensioni, ovoidale, con buccia spessa, consistente, di colore nero-blu. Il vino ha un colore rosso rubino molto intenso, fruttato, speziato, con un buon contenuto tannico, buona alcolicità, molto sapido e corposo, l'abbinamento è a tutto pasto, con i tipici piatti regionali, con primi piatti di sugo di carne, arrosti, grigliate di carne, salumi e formaggi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
domenica 9 dicembre 2018
VITIGNO MARESCO o MARUGGIO
Vitigno a bacca bianca autoctono della Puglia, precisamente della Valle d'Itria, dove confluiscono le province di Bari,Taranto e Brindisi, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2011. Il Maresco è conosciuto anche col sinonimo di Maruggio, cittadina in provincia di Taranto, secondo alcuni studi deve il suo nome ad una erba, il Marubbio, presente nella zona, che un tempo veniva aggiunta al vino per conferire particolari proprietà terapeutiche. E' un vitigno che cresce su terreni argillosi-calcarei dalla caratteristica terra rossa, che confluiscono al vino una grande acidità e un ottimo tenore alcolico, caratteristiche che lo rendono adatto alla spumantizzazione, con inverni rigidi ed estati molto calde. Il grappolo è di grandezza media, conico, spargolo, alato, l'acino è di medie dimensioni, ellettico, con buccia spessa, lucida, dal colore giallo intenso. Il vino ha un colore giallo paglierino intenso con note floreali di rosa e violetta, fruttati di mela e pera ed erbacee, ottima acidità e buon tenore alcolico, sapido, armonico e di buon corpo. Ottimo come aperitivo nella versione spumante, si abbina con molluschi, crostacei, primi e secondi piatti di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°, nella versione spumante è 8°-10°.
mercoledì 5 dicembre 2018
VITIGNO MONTÙ o MONTUNI
Vitigno a bacca bianca autoctono dell'Emilia Romagna, coltivato principalmente nelle province di Bologna, Modena e Ravenna, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, il Montù o Montuni deve il suo nome al dialetto bolognese che vuol dire "molta uva". Ha vari sinonimi tra cui Bianchina, Bianchetto, Bianchino Faentino, Montuno e nel Bollettino Ampelografico del Ministero dell'Agricoltura del 1879 viene citato col nome di Montoncello. La sua origine è incerta, chi lo vuole di origine spagnola e chi di origine marchigiana, vista la sua similitudine col vitigno Montonico marchigiano. Questo vitigno non ha particolari esigenze pedoclimatiche, anche se predilige terreni argillosi-calcarei ben ventilati e freschi, ha una produzione elevata e regolare. Il grappolo è di media grandezza, da compatto a mediamente compatto, cilindrico o conico, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia spessa, consistente, molto pruinosa, di colore verde-gialla. Il vino ha un colore giallo paglierino, fruttato, fresco, sapido, asciutto, di buon corpo, armonico, può essere abbinato a tutto pasto, ma l'ideale è con primi e secondi piatti di pesce, grigliate, formaggi poco stagionati e salumi, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
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