 |
| foto agrinnovazione- regione | sicilia .it |
|
|
|
|
|
Vitigno autoctono a bacca rossa della Sicilia coltivato sull'intero territorio dell'isola principalmente nella zona occidentale e orientale, viene chiamato anche "
Calabrese", ma non ha nessun legame con la Calabria, se non la presenza in qualche uvaggio di vini Doc di questa regione. Alcuni pensano che il termine "
Calabrese" derivi dal greco, altri dal dialetto locale, ma, forse, quello più originale risale al medioevo quando i commercianti di vino siciliani lo vendevano come vino calabrese, che in quel periodo era molto richiesto. Il vitigno
Nero d'Avola, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, viene coltivato prevalentemente ad alberello o a spalliera, il grappolo è medio, conico, mediamente compatto, l'acino è medio, ovale, con buccia pruinosa, molto resistente, di colore bluastro. Preferisce qualsiasi tipo di terreno e clima, ha un'ottima vigoria, le sue uve hanno un'alta concentrazione di zuccheri e una buona acidità, che rendono il vino intenso, corposo e alcolico tanto che era considerato un vino da taglio fino agli inizi degli anni settanta. Oggi viene vinificato in purezza, ma anche in abbinamento, il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, quando è giovane, con l'invecchiamento assume riflessi granati, da il meglio di sè quando è vinificato in purezza. Il vino ha una buona struttura, corposo, intenso, caldo e armonico, l'aroma è fruttato,floreale, speziato che spazia dal lampone, mora, ribes al cioccolato, tabacco, liquirizia e con queste sue caratteristiche questo vino viene annoverato come uno dei più grandi vini italiani. Il Nero d'Avola o Calabrese si abbina molto bene con gli arrosti, brasati, selvaggina e formaggi stagionati, la temperatura di servizio è sui 18°C-20°C.
Motto: Gli uomini sono come il vino. Alcuni diventano aceto, i migliori
invecchiano bene. (Papa Giovanni
XXIII)
Nessun commento:
Posta un commento