martedì 15 dicembre 2015
VITIGNO BARBERA BIANCA
venerdì 4 dicembre 2015
VITIGNO TORBATO
giovedì 26 novembre 2015
VITIGNO AVARENGO
giovedì 12 novembre 2015
VITIGNO FORASTERA
giovedì 5 novembre 2015
VITIGNO COLORINO
mercoledì 14 ottobre 2015
VITIGNO PETITE ARVINE
![]() |
| foto:mondovino |
martedì 6 ottobre 2015
VITIGNO DOUX d'HENRY
martedì 29 settembre 2015
VITIGNO ANCELLOTTA O LANCELLOTTA
giovedì 24 settembre 2015
VITIGNO MAGLIOCCO
![]() |
| magliocco dolce |
![]() |
| magliocco canino |
giovedì 10 settembre 2015
VITIGNO PIGATO
giovedì 3 settembre 2015
VITIGNO CORINTO NERO
lunedì 31 agosto 2015
VITIGNO MALVASIA (famiglia)
La Malvasia rappresenta una famiglia di vitigni a bacca bianca o rossa più diffusa su tutto il territorio nazionale dal sapore neutro o aromatico, molto diversi tra di loro dal punto di vista ampelografico, infatti oggi risultano ben 16 vitigni iscritti nel registro nazionale tra cui uno a bacca rosa, pertanto analizzerò quelli più diffusi e importanti. E' un vitigno di origine greca, deve il suo nome alla cittadina del Peloponneso Monemvasia o Monembasia (che letteralmente significa "porto che ha una sola entrata", dovuto al fatto che la roccaforte era collegata alla terraferma da un'unica via),da cui Malvasia, dove si produceva un vino dolce e liquoroso. La Repubblica di Venezia si insediò nel XIII sec. in questa cittadina, incrementando i suoi traffici e la diffusione del vino e di questo vitigno in tutto il bacino mediterraneo, infatti i primi insediamenti, grazie a loro, furono impiantati sull'isola di Creta, anche se da alcune testimonianze già nel I°sec. d.c. Diodoro Siculo parlava di un eccellente vitigno introdotto dai Greci sulle isole Lipari. Nel 1570 i Turchi conquistarono l'isola di Creta e i Veneziani furono costretti a estendere la coltivazione di questo vitigno in altre zone del Mediterraneo, tra cui l'Italia, infatti tra il 1600 e il 1700 la Malvasia divenne il vino più importante d'Europa e a Venezia molte osterie vennero chiamate "Malvase" dove si mesceva e si consumava questo vino. Col passare del tempo, visto il successo di questo vino, molte uve e vitigni vennero chiamati Malvasia per facilitarne il commercio, contribuendo così ad avere una varietà di vitigni Malvasia, diversi tra di loro morfologicamente ed ampelograficamente a bacca bianca o rossa, che spesso prendono il nome dal luogo di produzione. Tra le Malvasie aromatiche a bacca bianca ricordiamo:Malvasia di Candia aromatica, Malvasia di Sardegna ( lievemente aromatica detta anche di Cagliari o di Bosa), Malvasia bianca di Basilicata, Malvasia di Lipari, tra quelle aromatiche a bacca nera ricordiamo: Malvasia di Schierano (lievemente aromatica), Malvasia di Casorso, la Malvasia rosa è lievemente aromatica. Le Malvasie neutre a bacca bianca sono: Malvasia bianca, Malvasia bianca di Candia, Malvasia del Lazio o Malvasia puntinata, Malvasia bianca lunga o del Chianti o Toscana, Malvasia Istriana, quelle neutre a bacca nera sono: Malvasia nera, Malvasia nera di Brindisi, Malvasia nera di Lecce. Qui di seguito i vari vitigni.Vitigno Malvasia di Candia Aromatica
E' un vitigno a bacca bianca iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, che si adatta a terreni collinari ben esposti e con poca siccità, da' delle buone produzioni, viene coltivato principalmente in Emilia nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia con una piccola presenza anche in Lombardia nell'Oltrepò Pavese. Ha un grappolo grosso, allungato, spesso alato, da spargolo a compatto, l'acino è medio, sferico con buccia spessa dal colore giallo dorato e la polpa dal gradevole sapore di moscato. Le sue uve danno un vino dal colore che varia dal giallo paglierino al giallo dorato chiaro, il profumo è fruttato, floreale, aromatico con note di moscato, pesca, albicocca, acacia, in bocca è fresco, sapido, amabile, di medio corpo, per le sue caratteristiche rientra nell'uvaggio di varie DOC e IGT apportando ai vini aromaticità e dolcezza, la sua gradazione alcolica varia dai 10,5° ai 16° dei passiti. Questi vini, dai secchi, ai frizzanti, agli spumanti, ai passiti, sono adatti a qualsiasi abbinamento, chiaramente secondo la tipologia, dagli aperitivi, alle minestre, ai primi di pesce, agli antipasti, ai formaggi, agli affettati, al dessert, la temperatura di servizio varia anch'essa con la tipologia del vino dagli 8° ai 14°.
Vitigno Malvasia Bianca di Candia
Vitigno Malvasia Bianca
Questo è un vitigno di Malvasia non aromatico, iscritto nel Registro Nazionale nel 1971, presente principalmente in Sicilia, ma anche in Calabria, Puglia e Campania, è utilizzato soprattutto in assemblaggio con altre varietà locali, non ha particolari esigenze di terreno e di clima, dimostrando buona resistenza alle principali malattie e avversità climatiche. E' conosciuto anche con i sinonimi di Iuvarella e Verdana. Il grappolo è grosso, allungato, quasi compatto, spesso alato, l'acino è medio, sferico con buccia spessa dal colore giallo, concorre alla composizione di vini DOC e IGT nelle varie regioni. Se vinificato in purezza, dà un vino dal colore giallo paglierino dal profumo fruttato e floreale con note di albicocca, pesca, mandorla, buona acidità e sapidità, media alcolicità e medio corpo, la gradazione alcolica minima è 11°, si abbina ad antipasti, piatti di pesce e primi piatti poco strutturati, buono come aperitivo, va servito ad una temperatura di 12°-14°.
Vitigno Malvasia Bianca di Basilicata
Questo vitigno a bacca bianca aromatico, iscritto nel Registro Nazionale nel 1971, come si evince dal nome, è strettamente legato alla Basilicata, dove concorre alle DOC e IGT locali, infatti viene utilizzato in uvaggio con altre varietà locali, apportando agli stessi una buona acidità e aromaticità. Non ha particolari esigenze di terreno e di clima, ha una produzione abbastanza elevata, il grappolo è medio, cilindrico, spesso alato, spargolo, l'acino è piccolo, tondo con buccia che assume tonalità dal verde,al giallo e perfino al rosa. Se vinificato in purezza, dà un vino dal colore giallo paglierino, fruttato,floreale, aromatico, sapido, fresco, morbido, spesso amabile, può essere vinificato anche nella versione spumante, la gradazione minima è 11°, si abbina ad antipasti e piatti a base di pesce, ottimo come aperitivo, va servito ad una temperatura di 12° 14°.Vitigno Malvasia Bianca Lunga o Malvasia del Chianti
Questo vitigno a bacca bianca non aromatico, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, è conosciuto anche come Malvasia del Chianti o Malvasia Toscana, diffusa principalmente in Toscana, ma anche nel Lazio, Marche, Umbria, Campania, Abruzzo, Molise, Puglia e nel Veneto dove concorre alla produzione della DOC Bianco di Custoza. In Toscana concorre alla produzione della "DOCG Chianti", secondo l'antica ricetta del barone Bettino Ricasoli del 1870 insieme al Sangiovese, Trebbiano toscano e Canaiolo, del "Carmignano DOCG" e del Vin Santo, nelle altre regioni fa parte dell'uvaggio di vini DOC e IGT. Questo vitigno predilige terreni collinari, non troppo freschi con clima caldo temperato, dove riesce ad assicurare produzioni abbondanti e regolari, il grappolo è grande, allungato, piramidale, con due ali, compatto, l'acino è medio, sferico con buccia pruinosa dal colore giallo dorato. Spesso viene vinificato col Trebbiano toscano o con altre varietà locali nelle tipologie, secco, frizzante, spumante, passito, se vinificato in purezza dà un vino dal colore giallo paglierino, fruttato, floreale, morbido, sapido, buona alcolicità e di buon corpo, ha una gradazione alcolica che varia, secondo la tipologia, dagli 11° ai 16° e può essere abbinato a svariati piatti, dagli antipasti, al pesce, ai crostacei, ai formaggi, salumi, al dessert, ottimo come aperitivo, la temperatura di servizio varia, secondo la tipologia, dai 10° ai 16°.
Vitigno Malvasia Bianca del Lazio o Puntinata
Questo vitigno a bacca bianca non aromatico, diffuso nel Lazio, nei Castelli Romani, principalmente nei dintorni di Marino, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, è conosciuto anche col nome di Malvasia Puntinata, in quanto sulle bacche di colore dorato sono presenti dei puntini di colore marrone, un tempo quasi abbandonato a favore della Malvasia di Candia, oggi i viticoltori laziali lo stanno riscoprendo grazie alle sue eccellenti qualità e alle nuove tecnologie. E' un vitigno che predilige terreni collinari ben esposti, è sensibile alle malattie e alla colatura che determina la presenza di grappoli spargoli con conseguente riduzione di produzione, il grappolo è medio, conico o piramidale, alato, compatto o poco spargolo, l'acino è medio, tondo con buccia spessa, pruinosa di colore giallo, puntinata di marrone. E' presente nell'uvaggio del "Cannellino di Frascati DOCG" e nel "Frascati Superiore DOCG", oltre alle DOC e IGT regionali, le sue uve danno un vino dal colore giallo dorato con note fruttate di albicocca, buona sapidità e freschezza, di corpo, lo troviamo nella tipologia amabile, secco, spumante e passito, ha una gradazione che varia dagli 11° ai 14°, si abbina, secondo la tipologia, ad antipasti, frutti di mare, piatti a base di pesce, formaggi, dessert, pasticceria secca, va servito ad una temperatura che va dai 10° ai 14°, prestando attenzione alla tipologia del vino.
Vitigno Malvasia di Lipari
E' il vitigno aromatico a bacca bianca delle Isole Eolie o Lipari, in Sicilia, provincia di Messina, introdotto, molto probabilmente, nel VI sec. a.C. dai coloni greci ed è iscritto nel Registro Nazionale dal 1970. E' coltivato su terreni vulcanici ed ha una scarsa resistenza alle malattie e alle condizioni atmosferiche, assicurando scarse e irregolari produzioni, tanto da indurre i viticoltori al quasi abbandono, solo la solerzia di alcuni ha riportato questo vitigno in auge, tanto da meritarsi l'appellativo del " vino dei vulcani " da Guy de Maupassant e una collocazione tra i migliori vini di Sicilia. Questa varietà ha il grappolo medio, cilindrico, spesso spargolo, l'acino è piccolo, sferico con buccia sottile, pruinosa, dal colore giallo dorato e polpa dolce e aromatica, il disciplinare prevede per questo vino la versione "secco", "passito o dolce naturale"(la più rinomata) e "liquoroso". Le sue uve, vinificate dopo l'appassimento, danno un vino dal colore giallo dorato dal profumo fruttato e intenso di albicocca, miele, pesca, al palato è morbido, caldo, aromatico, persistente, armonico e ben strutturato, la gradazione alcolica varia dagli 11,5° nella versione "secco" ai 18° del "passito" ai 20° nella versione "liquoroso". E' un vino da dessert, da meditazione e da aperitivo che si abbina alla pasticceria secca, cioccolato, formaggi erborinati e stagionati, ma anche con primi e secondi piatti della cucina mediterranea, la temperatura di servizio varia secondo la tipologia da 8° a 14°.
Vitigno Malvasia Istriana
E' un vitigno a bacca bianca non aromatico diffuso nel Friuli Venezia Giulia con una piccola presenza anche in Veneto, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970. Preferisce terreni collinari o pianeggianti, purchè compatti e con buona esposizione, abbastanza tollerante alle malattie, assicura produzioni abbondanti, entra in varie DOC e IGT locali. Il grappolo è medio-grande, cilindrico o conico, alato, leggermente spargolo, l'acino è medio, tondo con buccia pruinosa di colore giallo dorato, le sue uve danno un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdignoli, fruttato, leggermente aromatico,poco alcolico da renderlo beverino. La gradazione alcolica minima è 11° ed è da abbinare a frutti di mare, piatti di pesce, risotti, carni bianche, formaggi poco maturi, va servito ad una temperatura di 12°-14°.
Vitigno Malvasia di Sardegna
Vitigno aromatico a bacca bianca, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, diffuso in Sardegna, precisamente nella zona di Cagliari e nella zona di Bosa, dove danno due vini totalmente diversi dal punto di vista organolettico, dovuto al differente terroir, e di vinificazione, tutto a favore del secondo. E' un vitigno che si adatta ai terreni calcarei con buona presenza di silicio e dal clima caldo arido, assicura una produzione regolare, il grappolo è medio, cilindrico o conico, alato,mediamente spargolo, l'acino è medio con buccia sottile e consistente di colore giallo dorato. Vinificato in purezza, dà origine alle due DOC "Malvasia di Cagliari" e "Malvasia di Bosa", il vino, quello di Bosa, ha un colore giallo dorato carico, dal profumo intenso di frutta matura, mandorle tostate, miele, persistente, alcolico, equilibrato e armonico, la gradazione alcolica varia dai 14,5° nella versione "secco" ai 15° nel "passito" ai18° nel "liquoroso", il vino della Malvasia di Cagliari ha un colore giallo dorato scarico dai profumi fruttati e floreali meno pronunciati, buona acidità ed equilibrio, la gradazione alcolica varia dai 14°del "secco" ai 14,5° del "passito" ai 17° del liquoroso. Sono vini da abbinare a formaggi stagionati, pasticceria secca, dessert, ottimi da bere a fine pasto, consigliata la temperatura di servizio 8°-14°.
Vitigno Malvasia Nera
Questo vitigno a bacca nera non aromatico, iscritto nel Registro Nazionale nel 1971, è diffuso principalmente in Trentino Alto Adige, conosciuto anche come "Malvasier", qualche piccola presenza la troviano in Toscana, nella zona di Cortona, predilige terreni collinari, ha una produzione abbondante ed è resistente alle malattie. Il grappolo è medio, cilindrico o conico, spesso alato, l'acino è medio con buccia spessa e pruinosa, la vinificazione avviene per lo più in purezza. Il vino ha un colore rosso rubino chiaro, profumo fine e delicato, sapore secco, poco tannico, buona acidità e di corpo, la gradazione minima è 11,5°, è un vino a tutto pasto e va servito ad una temperatura di 16°-18°.
Vitigno Malvasia di Casorzo

Vitigno a bacca nera aromatico diffuso in Piemonte, nella zona di Casorzo, provincia di Asti, nel Monferrato, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970. In queste colline argillose-calcaree trova il suo ambiente ideale, dando produzioni poco regolari e scarse, poco resistente alle malattie. Nella Val Curone, in provincia di Alessandria, è conosciuto col sinonimo di Fragermano. Il grappolo è medio, cilindrico, alato, spargolo, l'acino è medio con buccia pruinosa di colore blu, viene prodotto il vino "Malvasia di Casorzo DOC" con l'aggiunta minima di Freisa o Grignolino o Barbera e prodotto nelle tipologie "rosso, rosato, spumante, passito". Il vino ha un colore che varia dal cerasuolo, al rosso rubino intenso, profumo fruttato, fine, persistente, aromatico, dolce, di corpo, la gradazione varia, secondo la tipologia, da un minimo di 10,5° ai 15° del passito, è un vino da fine pasto, ottimo da dessert e con pasticceria secca e crostate di frutta, va servito ad una temperatura di 8°-12°.
Vitigno Malvasia di Schierano
Vitigno aromatico a bacca nera coltivato in Piemonte sulle colline astigiane, nella zona del comune di Schierano, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, è conosciuto anche come "Malvasia di Castelnuovo Don Bosco", viene allevato col sistema a controspalliera, dando produzione poco abbondanti, è sensibile alle peronospora, meno alle altre malattie, è soggetto a fenomeni di colatura. Il grappolo è medio-piccolo, conico, raramente alato, spargolo, l'acino è medio- grande, con buccia pruinosa di color viola. Il vino ha un colore rosso rubino carico, dal profumo aromatico e fruttato, fine, intenso, persistente, di corpo, la gradazione minima è 10,5°, si abbina a pasticceria secca e crostate di frutta, ottimo a fine pasto, va servito ad una temperatura di 8°-12°.
Vitigno Malvasia Nera di Brindisi e Lecce
![]() |
| brindisi |
![]() |
| lecce |
Vitigno Malvasia Rosa
Questo vitigno non è altro che una mutazione di gemme della Malvasia di Candia aromatica ricavato dal prof. Fregoni, iscritto nel Registro Nazionale nel 1991, è diffuso in Emilia Romagna, provincia di Piacenza. Il grappolo è medio-grande, piramidale, alato, poco compatto, l'acino è grande, tondo con buccia spessa, pruinosa di color rosa, adatto per la spumantizzazione. Il vino ha un colore rosa tenue dal profumo di pesca e viola, leggermente aromatico, fresco, sapido, poco alcolico, la gradazione minima è 11°, si abbina a salumi, primi piatti alle vongole, crostacei, ottimo come aperitivo, va servito ad una temperatura di 12°-16°.
giovedì 2 luglio 2015
VITIGNO VESPOLINA
Vitigno autoctono a bacca rossa diffuso da almeno tre secoli, citato già dall'Acerbi e dal conte Gallesio, in Piemonte, provincia di Novara e Vercelli, in Lombardia, nell'Oltrepò Pavese, dove è conosciuto col sinonimo di " Ughetta di Canneto", e in provincia di Como, ma anche con meno intensità in Emilia, provincia di Piacenza. L'origine del nome, comune con altre varietà, è dovuto, molto probabilmente, alla predilezione delle vespe per i suoi acini molto ricchi di zucchero. La Vespolina, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, preferisce terreni collinari, argillosi-calcarei, freschi, profondi, poco fertili ma soleggiati che consentono una media vigoria e una produzione regolare, è sensibile alle malattie, il grappolo è di media grandezza, conico o cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, ovale con buccia pruinosa e sottile. La vinificazione delle uve è, di regola, in assemblaggio col Barbera, Uva Rara, Croatina o Nebbiolo, secondo il territorio di produzione, infatti concorre a varie DOC piemontesi e lombarde e alle " Gattinara DOCG " e " Ghemme DOCG " piemontesi. La vinificazione in purezza da' un vino dal colore rosso rubino intenso dal profumo floreale e speziato con note di violetta e pepe, intenso, al gusto è morbido, fresco, piacevolmente alcolico, persistente con retrogusto amarognolo, armonico, di corpo, la gradazione alcolica minima è 11°, può essere prodotto anche nella tipologia " rosato ". La Vespolina è un vino da tutto pasto, abbinabile con i piatti della tradizione della zona di produzione, quindi spaziabile dagli antipasti, ai primi piatti, ai secondi, salumi e formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliabile è 16°-18°.Citazione: Il tempo significa tanto nella vita di un vino nobile, che non
bisognerebbe risparmiarlo durante l'assaggio. Il vino di grande
lignaggio lo si versa per corteggiarlo e vezzeggiarlo: non per
tracannarlo d'un fiato. ( H.WARNER ALIEN )
martedì 16 giugno 2015
VITIGNO TREBBIANO (famiglia)
Vitigno Trebbiano Toscano o Procanico o Biancame
E' il vitigno dei trebbiani più diffuso nel Centro Italia, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, conosciuto anche col sinonimo di Biancame, nelle Marche, mentre nella zona di Pesaro è chiamato col sinonimo di Albanella. Introdotto, molto probabilmente, in Francia in occasione del trasferimento del Papa ad Avignone, è conosciuto col nome di Ugni Blanc ed è alla base della produzione del Cognac e dell'Armagnac. Grazie alla sua elevata acidità, si presta all'appassimento delle uve contribuendo alla produzione del Vin Santo, tipico toscano. Rientra, come uvaggio, in tante DOC e IGT nelle varie regioni italiane, nel Lazio rientra nel "Cannellino di Frascati DOCG" e nel "Frascati Superiore DOCG", in Toscana rientra nel "Carmignano DOCG", in Campania rientra nel "Fiano di Avellino(Apianum) DOCG".
Vitigno Trebbiano Giallo o Roscetto
Questo vitigno, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, deve il suo nome certamente alla colorazione delle bacche che assumono un colore dorato. Viene conosciuto, anche, col sinonimo di Rossetto o Roscetto nella provincia di Viterbo per la colorazione marrone che assumono gli acini con la maturazione. E' diffuso, principalmente, nel Lazio, nella zona dei Castelli Romani, dove rientra nell'uvaggio del " Cannellino di Frascati DOCG " e nel " Frascati Superiore DOCG " e in tante altre DOC e IGT regionali. Vi è una piccola presenza di questo vitigno in Lombardia, zona Lago di Garda, in Veneto e in Puglia.
Vitigno Trebbiano Romagnolo
Il nome di questo vitigno, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, è dovuto, chiaramente, alla zona di massima coltivazione, cioè la Romagna, che, si presume, sia stata la zona di prima introduzione del vitigno capostipite. La sua presenza viene registrata oltre che in Emilia, anche in Sardegna con piccole produzioni e rientra in uvaggio nelle varie DOC e IGT
regionali, la vinificazione in purezza delle uve viene utilizzata, oltre alla spumantizzazione, anche alla produzione di brandy.
Vitigno Trebbiano d'Abruzzo
E' il vitigno a bacca bianca più diffusa in Abruzzo, iscritto nel Registro Nazionale nel 1994, confuso spesso, erroneamente, col vitigno Bombino Bianco. Oggi, grazie alla volontà e tenacia di alcuni viticoltori, sta conquistando un posto importante nell'enologia italiana. La coltivazione con rese basse, unita al metodo e alla tecnologia di vinificazione, riesce a manifestare grandissime qualità, infatti le uve possono dare un vino di buona struttura , corpo e invecchiamento che per un vino bianco è tutto dire. Questo vitigno rientra in uvaggio nelle DOC e IGT regionali.
Vitigno diffuso, principalmente, in Veneto e Lombardia, nelle province di Verona e Brescia, è conosciuto anche col sinonimo di Turbiana o Trebbiano Veronese o Trebbiano di Lugana. Ha un'affinità genetica col Verdicchio, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1970. Questo vitigno è presente nell'uvaggio delle DOC e IGT del Veneto, Lombardia e Lazio, è presente anche nel "Soave Superiore DOCG", ha una ottima predisposizione alla produzione di vini passiti, spumanti e da invecchiamento.
Vitigno Trebbiano Spoletino
Vitigno diffuso in Umbria, provincia di Perugia, zona di Spoleto e Trevi, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970. Deve il suo nome, molto probabilmente, a quello latino del comune di Trevi, cioè Trebia da cui Trebbiano, ha una spiccata predisposizione alla spumantizzazione. Si differenzia dagli altri Trebbiani per il suo particolare sapore e sentore di erbe aromatiche e note agrumate, è presente nell'uvaggio delle DOC e IGT regionali.
Vitigno Trebbiano Modenese
Vitigno diffuso in Emilia, provincia di Modena, zona vocata alla coltivazione del Lambrusco, iscritto nel Registro Nazionale nel 1971. Ha una sua importanza, in quanto è citato nell'elenco autorizzato e consigliato, insieme alla Trebbianina, per la produzione dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Utilizzato in uvaggio in vini DOC e IGT della zona.
venerdì 12 giugno 2015
VITIGNO VERDUZZO FRIULANO e TREVIGIANO
![]() |
| Verduzzo Friulano |
![]() |
| Verduzzo Trevigiano |
Citazione: Bere buon vino con buon cibo in buona compagnia è uno dei piaceri più
civili della vita. ( MICHAEL BROADBENT )
venerdì 5 giugno 2015
VITIGNO NURAGUS
Il Nuragus, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, è il vitigno a bacca bianca più diffuso, ancora oggi, in Sardegna, principalmente in provincia di Cagliari e Oristano, la sua origine è incerta, ma molto antica, alcuni sostengono che sia un vitigno selvatico che nel corso dei secoli abbia avuto delle modificazioni, grazie anche ai Romani, e il nome possa derivare dalle antiche costruzioni dei " Nuraghi " grazie alla forma del grappolo tronco-conico, rovesciato, simile ad essi. Altri sostengono l'origine fenicia del vitigno, introdotto sull'isola dai navigatori fenici, che furono i primi a solcare il "Mare Nostrum", e fondarono la città "Nora", di cui oggi si ammirano soltanto le rovine, infatti il termine "nur", cioè fuoco, è fenicio e deriva dal fatto che, quando gli acini sono troppo esposti al sole, assumono un colore tendente al rosso. Il periodo di massima espansione di questo vitigno sull'isola, grazie alla sua adattabilità a qualsiasi terreno e alla resistenza ai parassiti della vite, fu nel periodo del dominio dei Savoia grazie al Marchese di Rivarolo che nel 1736 favorì la diffusione della viticoltura. Purtroppo anche il Nuragus, all'inizio del XX secolo, fu colpito dalla fillossera e, dopo il reimpianto su piede americano, ha ripreso la supremazia grazie alle sue caratteristiche colturali da consentire produzioni abbondanti e regolari, il grappolo è di forma tronco-conica, medio, alato e serrato, l'acino è medio, ovale con buccia spessa e consitente. Il vino Nuragus è prodotto, secondo il disciplinare, dall'85% al 100% dall'omonimo vitigno con l'aggiunta eventuale, fino ad un massimo del 15%, di altre varietà a bacca bianca, ha un colore giallo paglierino tenue, talvolta con riflessi verdolini, il bouquet è gradevole e leggero con note di mela verde, agrumate e fiori bianchi, al palato è secco o amabile secondo la tipologia, anche frizzante, sapido, gradevolmente fresco, di media alcolicità, morbido e leggero di corpo, la sua gradazione alcolica minima è 10,5°. Nella versione "amabile" è un vino ottimo come fine pasto e con la pasticceria secca, nella versione "secco" è un vino che si accosta a piatti e zuppe di pesce, antipasti leggeri, pesce alla grigglia o arrosto, primi piatti leggeri , carni bianche, formaggi giovani, la temperatura di servizio consigliata varia da 8°-12°.Citazione: Per gustare il Vino sono necessari il senso dell'odorato, il senso del gusto e
un occhio per il colore. Tutto il resto è questione di esperienza e
preferenze personali. (CYRIL RAY )
venerdì 22 maggio 2015
VITIGNO MOSCATO (famiglia)
Vitigno Moscato Bianco
E' la varietà più diffusa e famosa su tutto il territorio nazionale dalla Valle d'Aosta alla Sicilia e Sardegna, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, è un vitigno a bacca bianca conosciuto col sinonimo di Moscato di Canelli, Moscato d'Asti , Moscato di Trani o Moscato Reale ( già citato nel 1792 dal pugliese Vincenzo Corrado, nonchè cuciniere del Regno di Napoli ), Moscato dei Colli Euganei, Moscatello di Montalcino, Moscato Raganella in Umbria, Moscato di Siracusa, Moscato di Noto, Moscato di Sorso Sennori, Weisser Muskateller( in Alto Adige) e tanti altri. Le sue uve rientrano nelle DOC e IGT di varie regioni , mentre in Piemonte rappresenta anche la "ASTI DOCG" nelle tipologie di Asti Spumante, Moscato d'Asti, Moscato d'Asti vendemmia tardiva, Asti Spumante Metodo Classico con le relative sottozone.
Vitigno Moscato Giallo
Non abbiamo notizie certe di questo vitigno a bacca bianca, chiamato anche Moscato Sirio, questo farebbe supporre la sua origine in Siria, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1970. La coltivazione è concentrata nel Triveneto, cioè Trentino Alto Adige, Friuli e Veneto, dove rientra nelle varie DOC e IGT. In Veneto rappresenta la "COLLI EUGANEI FIOR d'ARANCIO DOCG" anche nella tipologia spumante e passito, l'uva spesso viene utilizzata anche come uva da tavola.
Vitigno Zibibbo o Moscato d'Alessandria
Questo vitigno a bacca bianca è diffuso in Sicilia e, principalmente, sull'isola di Pantelleria, conosciuto e coltivato fin dall'epoca dei Fenici che lo introdussero sull'isola,molto probabilmente, dall'Egitto, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1999. Il termine zibibbo è di chiara origine araba e significa "uva appassita", che veniva utilizzata anche come uva da tavola, oggi viene in buona parte utilizzata per la vinificazione di vini dolci dopo l'appassimento delle uve al sole e rientra nelle varie DOC e IGT regionali, da non dimenticare il "Passito di Pantelleria", conosciuto in tutto il mondo.
Vitigno Moscato di Scanzo
E' una delle zone di produzione più piccola per una denominazione che si estende nel comune di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, infatti questo vitigno a bacca rossa, iscritto nel Registro Nazionale nel 1981, concorre alla "MOSCATO di SCANZO DOCG". Questo vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso che può tendere al cerasuolo con riflessi granati, al naso è delicato, persistente, intenso, in bocca è dolce, armonico con un leggero retrogusto di mandorla, la gradazione alcolica minima è 17°. E' un vino da fine pasto, dolci al cioccolato, pasticceria secca, ma anche con formaggi stagionati ed erborinati.
Vitigno Moscato Rosa
E' un vitigno molto antico a bacca rossa, che deve il proprio nome all'intenso aroma di rosa che da' al vino, è diffuso nel Trentino Alto Adige e nel Friuli, dove concorre alle varie DOC e IGT, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1971. Questo è un vitigno con basse produzioni dovute a fenomeni di acinellatura per il fatto che questa varietà presenta solo fiori femminili, per cui necessita di avere nello stesso vigneto varietà diverse per poter essere impollinato. Le uve hanno un elevato contenuto in geraniolo e vengono utilizzate per produrre vini dolci dal colore rosso rubino chiaro, l'aroma è gradevole e delicato con evidente profumo di rosa, in bocca è intenso, fine, persistente, armonico.
Vitigno Moscato di Terracina
Il Moscato di Terracina è un vitigno a bacca bianca del Lazio, diffuso esclusivamente nell'agro pontino, in provincia di Latina e presente in alcune DOC e IGT della regione, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1971. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati dal profumo molto intenso e tipico del vitigno di provenienza con note di agrumi, miele, frutta tropicale e a polpa gialla, il sapore è fine, equilibrato, sapido, fresco con un retrogusto di mandorla, la gradazione alcolica minima è 11,5°.
Vitigno Moscatello di Saracena
E' un vitigno a bacca bianca esclusivamente del comune di Saracena, in provincia di Cosenza, nel comprensorio del Pollino, in Calabria e da' un vino passito da meditazione che ha un procedimento antico e particolare, che prevede la vinificazione separata di uve Moscatello, da uve Malvasia, Guarnaccia Bianca e Odoacra (detto anche in dialetto Addoraca, uva profumatissima, una vera reliquia). Il Moscatello è iscritto nel Registro Nazionale dal 1971. Il mosto ottenuto da queste 3 uve viene concentrato tramite un procedimento di bollitura per ridurre la quantità di liquido e contemporaneamente aumentare il grado zuccherino e quindi il grado alcolico. Le uve moscatello, nel frattempo, vengono appassite, schiacciate manualmente e aggiunte nelle giuste proporzioni al mosto concentrato e dopo una lunga e lenta fermentazione si ottiene un vino dal colore giallo ambra, dal profumo intenso con note di fichi secchi, frutta esotica, miele, mandorla, al palato è elegante, fine, persistente, equilibrato con retrogusto amarognolo. Si abbina molto bene a formaggi stagionati ed erborinati, pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.
Vitigno Moscato Nero di Acqui
Vitigno a bacca nera tipica del Piemonte eslusivamente nel territorio di Acqui Terme e di Tortona, in provincia di Alessandria, iscritto nel Registro Nazionale nel 1971. Si hanno scarse notizie di questo vitigno che produce un vino dal colore rosso rubino scarico, aromatico, fruttato, floreale con note di agrumi e fiori gialli, poco tannico.
Vitigno Moscatello Selvatico
Vitigno a bacca bianca della Puglia, sulla costa adriatica settentrionale della provincia di Bari, da recenti studi del 2001 condotti da Crespan e Milani è emerso che questo vitigno è strettamente imparentato con il Moscato di Alessandria. Iscritto nel Registro Nazionale nel 1981, è utilizzato in assemblaggio per la produzione di vini spumanti e dolci. Il vino ha un colore giallo paglierino dal caratteristico aroma del vitigno, è fine, persistente, delicato, dolce, ha una gradazione alcolica minima di 11°.
martedì 19 maggio 2015
VITIGNO VESPAIOLA o VESPAIOLO
Il Veneto è la regione dove il vitigno Vespaiola o Vespaiolo, autoctono a bacca bianca, si è diffuso e le prime notizie storiche, che abbiamo, sono piuttosto frammentarie, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1970. Si pensa che sia stato introdotto nella zona di Breganze, in provincia di Vicenza, dai monaci benedettini nel XIV secolo, il nome deriverebbe dal fatto che le vespe, quando l'uva è matura, prediligono le bacche molto ricche di zuccheri e questo avvenimento, secondo la tradizione popolare, indicherebbe il momento migliore per la vendemmia. Questo vitigno è abbastanza rustico, predilige terreni collinari di origine vulcanica, ben soleggiati e ventilati, poco sensibile alle malattie, ha grappoli piccoli, di forma conica o cilindrica, alato, poco compatti, gli acini sono medi, tondi, dal colore giallo dorato con buccia tenera e polpa molto zuccherina, ha un'elevata vena acida che gli conferisce una buona persistenza aromatica e una predisposizione all'invecchiamento e per il suo contenuto zuccherino è indicato per la produzione di vini passiti. Grazie alla sua acidità, le uve si prestano a vari tipi di vinificazione, dal fermo, al passito, allo spumante, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini che diventano dorati con l'appassimento, al naso è intenso, fine, delicato con note di frutta matura, mandorla, in bocca è fresco, sapido, persistente, di corpo, la gradazione alcolica varia dagli 11° ai 14° della tipologia passito. L'abbinamento adatto per questo vino è il classico baccalà alla vicentina, risotti, carni bianche, pesce, mentre per la tipologia "passito" l'abbinamento indicato è per la pasticceria secca, formaggi piccanti, ma anche da consumare a fine pasto, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12° per la tipologia " fermo ", ai 8°-10° per la tipologia " passito ". Il vino passito prodotto è il " Torcolato ", conosciuto anche col nome di Pasquale, che ha una procedura di appassimento particolare, da cui deriva il nome, le uve, prima della pigiatura, vengono messe ad appassire annodando, " torcendo " i grappoli su due corde verticali nei fruttai, dove l'aerazione e la bassa umidità favoriscono la concentrazione degli aromi e l'appassimento.Citazioni: Il Vino stimola l'appetito e migliora il cibo. Promuove l'euforia e la
conversazione e può trasformare un semplice pranzo in una
occasione memorabile. ( DEREK COOPER )
venerdì 15 maggio 2015
VITIGNO NASCO
Il Nasco è un vitigno antico di provenienza sconosciuta, autoctono a bacca bianca della Sardegna, diffuso, principalmente, nella provincia di Cagliari, conosciuto già dai Romani col nome di " Muscus " per il caratteristico aroma di muschio che l'uva assume quando è molto matura e che in dialetto sardo è detto " nuscu ", da cui il nome, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1970. E' un vitigno che preferisce terreni argillosi-calcarei, ben esposti e soleggiati, dal clima caldo e asciutto, il sistema di allevamento è ad alberello, ha una buona vigoria e scarsa produttività, il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, poco serrato, non sempre alato, l'acino è medio, tondo con buccia sottile, poco pruinosa, dal colore dorato, l'uva viene utilizzata spesso per la produzione di vini liquorosi. Il vino ha un colore giallo dorato che sfocia in ambrato nella tipologia liquorosa, il profumo è gradevole, aromatico con note di frutta matura, miele, fichi, agrumi con retrogusto leggermente amarognolo, il sapore va dal secco al dolce, vellutato, caldo, delicato, fine, consistente, di corpo, la gradazione alcolica varia dai 13,5° ai 17,5° secondo la tipologia del vino. Ottimo vino da dessert e da meditazione, indicato per pasticceria, per formaggi erborinati, stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°per i secchi, 12°-14° per i passiti.Citazioni: Il Vino si associa sempre ad occasioni in cui la gente è nel suo
momento migliore: distensione, appagamento, tranquille mangiate
e libero fluire delle idee. ( HUGH JOHNSON )









































