mercoledì 27 maggio 2020

VITIGNO LECINARO

Grazie ad un progetto dell'ARSIAL-Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura nel Lazio- è stato riscoperto di recente, insieme ad altri vitigni autoctoni, il Lecinaro, autoctono a bacca nera, presente nella zona di Arce, in provincia di Frosinone. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà d Vite nel 2009, non abbiamo molte notizie di questo vitigno. La zona di coltivazione è collinare, con terreno argilloso-calcareo, ha una moderata vigoria e una buona qualità enologica, per questo risulterebbe adatto all'invecchiamento. Il grappolo è medio, conico, mediamente compatto, con 1-3 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia spessa, molto pruinosa, di colore blu-nera. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, dal profumo intenso, con note fruttate di prugna e speziate di pepe e vaniglia, poco tannico, caldo, di buon corpo, armonico, di buona struttura. Questo vino ha un ottimo abbinamento con primi piatti strutturati e al ragù, secondi di carni alla griglia, selvaggina, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 26 maggio 2020

VITIGNO GRATENA NERO

La scoperta del Gratena Nero, vitigno autoctono a bacca nera della Toscana, è avvenuta nel 1997, occasionalmente, durante l'estirpazione di un vigneto, denominato la vigna del Beppone, nella fattoria Gratena nel comune di Pieve a Maiano, in provincia di Arezzo. Dopo anni di studi condotti dal prof. Attilio Scienza, in collaborazione con l'Università di Milano, è stato delineato il profilo di questo nuovo vitigno, iscritto nel 2010 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Un ulteriore studio condotto nel 2018 ha sancito la stessa sinonimia e patrimonio genetico del vitigno Gratena Nero col vitigno "Incrocio Terzi 1", descritto precedentemente. L'areale di produzione di questo vitigno è alle pendici del Pratomagno, zona collinare/montuosa, in provincia di Arezzo, la produzione è media, la resistenza alle avversità atmosferiche e agli agenti parassitari è buona. Il grappolo è medio, conico, mediamente compatto, talvolta alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, dal profumo vinoso, fruttato, in bocca è leggermente tannico, un buon tenore alcolico e buona acidità. E' un vino da tutto pasto, primi piatti poco strutturati, secondi di carni bianche e rosse, salumi e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 13 maggio 2020

VITIGNO BUSSANELLO

Il Bussanello, conosciuto anche come Incrocio Dalmasso XII/37, è un vitigno a bacca bianca, ottenuto alla fine degli anni trenta dello scorso secolo dal prof. Dalmasso, incrociando il vitigno Riesling Italico con il vitigno Furmint, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1977. E' un vitigno del Piemonte, diffuso principalmente sulle colline delle province di Alessandria, Asti e Cuneo e sporadicamente anche in Friuli Venezia Giulia. La pianta predilige terreni di medio impasto, argillosi-calcarei, la produzione è normalmente discreta e costante, ha una media resistenza alle avversità climatiche e scarsa agli agenti parassitari. Il grappolo è piccolo, cilindrico, compatto, l'acino è piccolo, sferico, con buccia pruinosa, sottile ma consistente, di colore gialla tendente all'ambrato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini tendenti al dorato, il profumo è fruttato e floreale di pera, mela e gelsomino, intenso, con una buona struttura e acidità, buon tenore alcolico, leggermente amarognolo. L'abbinamento ideale è con verdure, frittate, primi e secondi di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

lunedì 11 maggio 2020

VITIGNO LUCIGNOLA

Nel 2003 l'Assessorato all'Agricoltura della regione Sicilia ha iniziato una ricerca del recupero della biodiversità della vite e sono state individuate delle nuove varietà, tra cui il Lucignola, vitigno a bacca nera. L'origine genetica di questo vitigno, come dimostrato da recenti ricerche, è da attribuire ad un incrocio per libera impollinazione tra il vitigno Sangiovese e un altro vitigno non ancora identificato, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2018. Non abbiamo notizie sulla sua origine, la prima citazione, denominata Ducigliola Niura, la troviamo nel 1868 ad opera del Barone Mendola, che riferisce la sua coltivazione nel comune di Milazzo, in provincia di Messina. Oggi la sua coltivazione è limitata in alcuni vigneti dell'area dei Monti Nebrodi, in provincia di Messina, zona collinare-montuosa, di origine argillosa-calcarea, ha una buona resistenza alle crittogame. Il grappolo è medio, cilindrico o conico, mediamente compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore rosso violetto. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, dal profumo fruttato di frutti rossi, floreale di fiori freschi, di rosa, al gusto presenta una buona acidità e una spiccata gradazione alcolica, tannino elegante, ampio ed equilibrato. Vino da tutto pasto, si abbina ai piatti della tradizione locale, buono con primi e secondi strutturati, formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 6 maggio 2020

VITIGNO BLANCHET

Il Blanchet, da non confondere con altri vitigni bianchi, tipo la Bianchetta Genovese e Bianchette varie, è un vitigno autoctono a bacca bianca del Piemonte, presente nel Pinerolese, Valli Chisone e Germanasca, in provincia di Torino. Non ancora iscritto nel Registro Nazionale, conosciuto e citato già a fine 1800, oggi, grazie all'intuizione di qualche produttore, sta tornando alla ribalta vitivinicola. La zona di coltivazione la definirei eroica, vista la sua composizione. L'areale è collinare-montuosa, argillosa-calcarea, ben esposta e soleggiata, costituita da muretti a secco. La produzione è buona, ma non costante, il grappolo è medio, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa, di medio spessore, di colore giallo tendente al verdastro. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, dal profumo di fiori bianchi, di camomilla, che ritroviamo in bocca, sopportati da una buona sapidità, freschezza e da un discreto tenore alcolico, il finale è un po' ammandorlato. Ottimo come aperitivo, è indicato per antipasti di terra e di mare, primi e secondi di pesce, carni bianche, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.