Da qualche anno in un vigneto di Rondinella Nera, in provincia di Verona, sono stati ritrovati alcuni ceppi di Rondinella Rosa, altro vitigno autoctono del Veneto, che altro non è che una mutazione di colore del Rondinella Nera. Non si conoscono ulteriori notizie di questo vitigno, sappiamo che le caratteristiche ampelografiche e colturali sono simili a quelli del Rondinella Nera. Le uniche differenze sono relative alla grandezza del grappolo, alla colorazione degli acini e al vino che viene prodotto. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico, con note floreali, fruttate e leggeri sentori speziati, con buona struttura e acidità, adatto per la vinificazione in uvaggio. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2019.
giovedì 24 settembre 2020
martedì 22 settembre 2020
VITIGNO MANGIAGUERRA
Il Mangiaguerra è un vitigno antichissimo autoctono a bacca nera della Campania, diffuso nelle province di Napoli e Salerno, principalmente nell'Isola di Ischia e nel Parco del Cilento, è conosciuto anche col sinonimo di Serpentaria. Era conosciuto già nel Cinquecento tanto che Sante Lancerio, conoscitore di vini e bottigliere di Papa Paolo III, in una lettera al Cardinale Guido Ascanio Sforza, definisce questo vitigno e il vino prodotto come pericoloso per il clero, in quanto è ideale a scatenare la lussuria nelle cortigiane. Non abbiamo notizie sulla sua origine, spesso veniva associato al vitigno Piedirosso erroneamente, oggi possiamo affermare che è un vitigno a se' stante e nell'isola di Ischia viene coltivato come una reliquia, in quanto è considerato una chicca enologica. I terreni di coltivazione variano dall'argilloso al vulcanico, il sistema di allevamento è quello a spalliera, ha una produzione costante, una media resistenza alle avversità climatiche, ma una buona resistenza alle malattie crittogamiche. Il grappolo varia da piccolo a medio, conico, alato mediamente compatto, l'acino è grande, sferico, con buccia molto pruinosa, mediamente spessa, di colore rosso-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con profumi di frutti rossi, sapido, di corpo, con una media acidità e alcolicità. Si abbina a primi e secondi piatti strutturati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
domenica 20 settembre 2020
VITIGNO BARBAROSSA
La storia del vitigno Barbarossa è alquanto singolare e curiosa, è un vitigno autoctono a bacca rossa dell'Emilia Romagna, ritrovato nel comune di Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena. Era il 1954 quando Mario Pezzi ha trovato alcuni ceppi in un vigneto di Bertinoro, scambiandolo, inizialmente, come Sangiovese. Incuriosito, coinvolse l'Istituto Agrario di Cesena e l'Università di Bologna per fare ricerche in modo da dargli una classificazione. Dopo anni di accertamenti e all'esame del suo DNA, si è arrivato a definire questo vitigno una varietà a sè stante che non ha nulla di assimilabile con altre varietà già conosciute. Fu chiamato "Barbarossa", in onore dell'imperatore Federico Barbarossa, che nel 1100 dimorò per un pò di tempo nella Rocca di Bertinoro e che amava il vino prodotto da questo vitigno. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, da compatto a spargolo, l'acino è medio, ellissoidale o sferico, con buccia poco pruinosa e sottile, di colore violaceo tendente a rosso granato. Il vino ha un colore rosso granato intenso tendente all'aranciato, con profumi intensi di mora, ciliegia, mirtillo, note floreali di rosa e viola e leggere percezioni speziate, al palato è complesso, strutturato, di corpo, intenso, persistente, di carattere che lo rendono adatto all'invecchiamento. E' un vino che si abbina a primi piatti strutturati, a secondi di arrosti di carni rosse, brasati, cacciagione, selvaggina, formaggi stagionati ed erborinati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.
giovedì 17 settembre 2020
VITIGNO ORISI
L'Orisi è un vitigno a bacca nera della Sicilia, localizzato nell'area dei Monti Nebrodi, ai confini delle province di Messina e Palermo, nei comuni di Tusa (ME) e Pollina (PA). La sua origine è stata accertata, mediante analisi molecolari, come il frutto della libera impollinazione tra il Sangiovese e il Montonico Bianco ed è stato recuperato, insieme ad altri vitigni cosidetti reliquia, grazie al progetto dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia per la valorizzazione dell'ampelografia regionale nel 2003. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2018, purtroppo abbiamo poche notizie. L'Orisi è un vitigno che ha una regolare e buona produttività, non presenta particolare suscettibilità alle malattie crittogamiche. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico o conico, da medio a compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore nero-violetto. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, al naso presenta profumi di frutti di bosco, ciliegia, fragola, accompagnati da note speziate di pepe, al gusto presenta una buona sapidità, un basso tenore alcolico, una buona acidità e persistenza aromatica, equilibrato. Per queste sue caratteristiche lo rendono adatto alla vinificazione di vini rosati e bianchi, mentre, se vinificato in rosso, è preferibile utilizzarlo in uvaggio. Molto adatto come vino da tutto pasto, anche secondo il tipo di vinificazione, la temperatura di servizio consigliata può variare tra i 10°-14° per bianchi e rosati, mentre per i rossi varia tra i 16°-18°.
martedì 15 settembre 2020
VITIGNO ROSSOLA NERA
Vitigno autoctono a bacca nera della Lombardia, coltivata esclusivamente in Valtellina, in provincia di Sondrio, la Rossola Nera è stata iscritta nel 1971 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Un altro vitigno di questa zona è il Rossolino Nero, con la variante Rosa, con le stesse caratteristiche morfologiche e colturali del Rossola, l'unica differenza sta nella grandezza del grappolo e dell'acino. Si conoscono scarse e confuse notizie di questo vitigno, il nome deriva sicuramente dalla colorazione di rosso intenso che assumono gli acini a maturazione e per questo viene quasi sempre utilizzato in uvaggio, principalmente col Nebbiolo di zona, per dare colorazione ai vini. La sua coltivazione collinare-montuosa è su terreni argillosi-calcarei con buona esposiszione, la produzione è abbondante e regolare, ha una buona resistenza alle gelate, normale ai parassiti, meno all'oidio. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico, compatto, spesso alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di medio spessore, di colore blu-nera. Raramente vinificato in purezza, il vino ha un colore rosso rubino trasparente, con profumo di frutti rossi, al palato presenta un'ottima acidità, un basso potenziale alcolico, dei tannini morbidi, mediamente corposo. La temperatura di servizio consigliata è 16°.18°.
domenica 13 settembre 2020
VITIGNO VIRGILIO
Vitigno a bacca bianca nato nel 1989 nell'Oltrepò Pavese dall'incrocio del Riesling Italico con lo Chardonnay ad opera dell'Istituto di Frutti e Viticoltura dell'Università Cattolica di Milano con sede a Piacenza, grazie a Mario Fregoni e Alberto Vercesi, in collaborazione con la Regione Lombardia e l'Ersaf. Il vitigno Virgilio è ancora poco conosciuto e pertanto abbiamo scarse notizie che riguardano il settore produttivo e ampelografico. Nel 2010 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, è un vitigno adatto per la produzione di spumanti e bianchi freschi. Il grappolo è di media grandezza, conico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è di piccole dimensioni, ellissoidale, con buccia gialla. Per ora ci atteniamo a queste scarse notizie, in attesa di ulteriori informazioni.
sabato 12 settembre 2020
VITIGNO MORELLONE
Vitigno autoctono a bacca nera della Toscana, diffuso principalmente nella zona del Casentinese, in provincia di Arezzo, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2016. Le prime citazioni del vitigno Morellone risalgono al 1861 sul Giornale Agrario Toscano ad opera di Carlo Siemoni, Amministratore delle Foreste Casentinesi per conto del Granduca Leopoldo, il quale lo cita come Morellino, infatti viene conosciuto anche col sinonimo di Morellino del Casentino. Nel 1879 viene menzionato come Morellone dalla Commissione Ampelografica di Forlì nei Bullettini Ampelografici, successivamente, nel corso degli anni, viene citato più volte da vari ampelografi. Solo dopo la metà degli anni novanta dello scorso secolo inizia un progetto di riordino e recupero più approfondito di questo vitigno, inserendolo tra le varietà idonee alla coltivazione della Toscana, fino alla sua iscrizione nel registro nazionale. Come caratteristica ampelografica il Morellone viene descritto come un vitigno medio-tardivo, ad eccezione della fioritura, infatti ha una maggiore durata dell'intervallo tra invaiatura e vendemmia, ha una produttività media e costante, è poco sensibile alle malattie crittogamiche. Il grappolo ha dimensioni medie, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia spessa, mediamente pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, quasi brillante in alcuni casi, dal profumo di frutti rossi e floreale di viola, al palato si presenta ben strutturato, ottimo corpo, persistente, con una elevata acidità e un buon tannino. Si abbina ai piatti della tradizione toscana, primi ben strutturati e secondi di carne, arrosti, grigliate, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
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