Il Lanzesa è un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia Romagna, diffuso nei comuni di Brisighella, Faenza e Castelbolognese, in provincia di Ravenna. Conosciuto e citato fin dall'Ottocento dal Morri nel 1840, dal Conte Gallesio nel 1839, successivamente dal De Bosis nel 1876, che lo descrive dettagliatamente nel Bullettino Ampelografico, nel 2011 viene iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Questa varietà, conosciuta anche con i sinonimi di Lanzosa e Ranzese, presenta, a secondo delle annate, un'acinellatura con conseguente produzione media e incostante, ha una media sensibilità alla peronospora e alla botrite, meno all'oidio. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, spargolo, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore verde-giallo tendente al dorato. Utilizzata in passato come uva da tavola e da vino, spesso veniva appassita per mangiarla in inverno o per la produzione di vini passiti. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli, ha un aroma fruttato di banana, limone e floreale di acacia e biancospino, al gusto, ritornano le note intercettate al naso, è fine, delicato, fresco, sapido, secco, con una buona acidità e una buona persistenza finale. I piatti di pesce, carni bianche, formaggi molli sono l'abbinamento ideale, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
mercoledì 30 dicembre 2020
venerdì 18 dicembre 2020
VITIGNO ITALICA
L'Italica è un vitigno a bacca bianca del Veneto, coltivato principalmente nella zona di Conegliano, in provincia di Treviso. E' ottenuto dall'incrocio del vitigno Verdiso con il vitigno Riesling Italico negli anni Cinquanta del secolo scorso dal prof. Italo Cosmo, direttore dell'Istituto Sperimentale di Viticoltura ed Enologia di Conegliano, nonchè padre della legge del 1963, riguardante la denominazione dei vini. Questo vitigno è conosciuto anche col nome di Incrocio Cosmo 103 ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1976. Questa varietà, morfologicamente, sembra avere preso le caratteristiche dai due vitigni, il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o piramidale, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, arrotondato, con buccia pruinosa, consistente, di medio spessore, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico, con leggeri profumi fruttati e floreali, abbastanza pieno e armonico, con un leggero finale amarognolo, si abbina a primi e secondi di pesce, carni bianche, latticini, la temperatura di servizio consigliata è12°-14°.
mercoledì 16 dicembre 2020
VITIGNO GRAPARIOL
Il Grapariol, chiamato anche Raboso Bianco o Rabosina Bianca, è un vitigno autoctono a bacca bianca del Veneto. Citato già nel Seicento da Giacomo Agostinetti nel suo volume "Cento e dieci ricordi che formano il buon fattor di villa" col nome di Rabosina o Rabosazza, successivamente citato nell'Ampelografia Trevigiana del 1870 come Rabosa o Rabosina Bianca, solo ultimamente è stato ritrovato in un vigneto del comune di Zenon di Piave, in provincia di Treviso, a seguito del lavoro di recupero di vecchi vitigni, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2007. Questa è una varietà che viene coltivata sulle rive del Piave su terreni calcarei-sabbiosi, ha una buona e costante produttività, è poco sensibile alle malattie della vite. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, spessa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, dal profumo intenso, fruttato di pesca e mela, con un piacevole floreale, è fresco, acidulo, ottimo per la spumantizzazione. Perfetto come vino da aperitivo, ma anche come vino da fine pasto abbinato a pasticceria secca, l'abbinamento ideale è con piatti di pesce e baccalà, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
sabato 12 dicembre 2020
VITIGNO FARINELLA
Vitigno autoctono a bacca nera della Toscana, il Farinella è diffuso in Garfagnana, in provincia di Lucca, e sporadicamente anche in provincia di Pisa. Le analisi genetiche di questo vitigno hanno evidenziato la sua singolarità nel panorama vitivinicolo, anche se presenta una leggera parentela con alcuni vitigni minori locali, tipo la Canina Bianca. Non abbiamo ulteriori riferimenti e notizie storiche, il Di Rovasenda lo cita presente nella zona di Pisa alla fine del 1800. Il grappolo è di dimensioni medie, conico, talvolta alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, molto consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, dal profumo fruttato, con una buona alcolicità, poca acidità e tannicità, con scarsa struttura. E' un vino da tutto pasto che va servito ad una temperatura di 16°.
giovedì 10 dicembre 2020
VITIGNO ELMO
Nel 2009 in un vigneto di Valgatara, comune di Marano di Valpolicella, il sig. Guglielmo Ferrari ha trovato dei ceppi di uva non ben classificati, successivamente la Cantina Valpantena in un piccolo vigneto della Valdonega, area collinare che sovrasta la città di Verona, ha ritrovato la stessa qualità. Non avendo questa uva una sua identità, il CREA, Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia di Conegliano, in collaborazione con l'ex Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura della provincia di Verona, ha avviato un progetto di identificazione e approfondimento delle caratteristiche enologiche e viticole e si è giunti ad una conclusione che questa cultivar è diversa da qualsiasi varietà finora conosciuta, dando il nome di Elmo. Le ulteriori analisi genetiche hanno dimostrato che questa cultivar ha una lontana somiglianza col vitigno Wildbacher, varietà originaria della Stiria, in Austria, e coltivato in minima parte anche in Veneto, nel 2019 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. L'Elmo è una pianta molto produttiva, ha un'ottima resistenza ai parassiti, il grappolo è medio-grande, conico, allungato, alato, spargolo, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero, ricco di polifenoli e antociani, capaci di donare al vino un colore intenso. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, dal profumo fruttato di ciliegia e frutti di bosco, moderatamente acido, buona sapidità e alcolicità, corposo, ben strutturato, equilibrato. Indicato anche come uva da appassimento e per la produzione di passiti, il suo abbinamento è con primi e secondi piatti strutturati, arrosti, carni rosse, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
venerdì 4 dicembre 2020
VITIGNO CALORIA
Presente in provincia di Massa Carrara, il Caloria è un vitigno autoctono a bacca nera della Toscana, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970. Non abbiamo riferimenti storici e notizie sulla sua origine origine, che erroneamente veniva identificato col Pollera Nera, varietà della confinante Liguria. La sua coltivazione non è molto estesa, il terreno è quello collinare argilloso-calcareo, la produzione è media e non presenta particolare sensibilità alle malattie della vite, anche se in alcuni ceppi si notano attacchi di erinosi, malattia dovuta ad un acaro, caratterizzato dalla presenza di bolle sulle foglie, destinate all'essicazione. Il grappolo è di dimensioni medio-piccolo, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore rosso-blu. Utilizzato comunemente in uvaggi con altre varietà locali, il vino ha un colore rosso rubino scarico tendente al cerasuolo, dal profumo fruttato e floreale, fresco, sapido, mediamente alcolico. Vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
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