venerdì 29 gennaio 2021

VITIGNO TSCHAGGELE

Vitigno a bacca nera del Trentino Alto Adige, coltivato nelle province di Trento e Bolzano, il Tschaggele è un biotipo del vitigno Schiava Grossa ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1971. Questa è una varietà che richiama le caratteristiche colturali della Schiava Grossa, predilige terreni asciutti e ben soleggiati, ha una produzione media e costante, è sensibile all'oidio, meno alla peronospora, è soggetto a colatura. Il grappolo è piccolo, tozzo, tronco-conico, compatto, l'acino è grosso, sferoidale, con buccia pruinosa, di medio spessore, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, dal profumo fruttato, fresco, sapido, poco alcolico, poco di corpo, lievemente amarognolo. I piatti della tradizione sono l'abbinamento ideale, ma anche con minestre, bolliti, arrosti, formaggi semi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

mercoledì 27 gennaio 2021

VITIGNO SAN MICHELE

Il San Michele è un vitigno a bacca nera nato nel 1936 dall'incrocio del vitigno Nebbiolo col vitigno Barbera ad opera del prof. Dalmasso ed iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1977, è conosciuto anche col sinonimo di Incrocio Dalmasso 15/34. Questa è una varietà che predilige terreni collinari di medio impasto, ha un'abbondante produzione, ha una resistenza media alle avversità climatiche ed una scarsa resistenza agli agenti parassitari. Il grappolo è grosso, corto, piramidale, compatto, alato, l'acino è piccolo o medio, sferoidale, con buccia molto pruinosa, sottile, consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino che non presenta particolari pregi, poco profumato, leggero di alcol e di corpo, adatto ad un consumo normale, la temperatura di servizio consigliata è 14°-18°.
 

lunedì 25 gennaio 2021

VITIGNO RIMINESE

Riscoperto recentemente dal prof. Giancarlo Scalabrelli, docente in viticoltura dell'Università di Pisa, in collaborazione con la Provincia di Grosseto, il Riminese, chiamato anche Riminese di Porto Ercole, è un vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, presente sporadicamente nei vigneti della costa dell'Argentario, in provincia di Grosseto. Si hanno tracce della sua coltivazione in questi territori già dal 1500, citato dal Gianotti nel 1801 nel suo "Prospetto dello Stato dei Presidi di Toscana" e successivamente dal Di Rovasenda nel 1877. Una sua sporadica coltivazione si trova anche in Corsica, nella zona di Porto Vecchio-Figari, dove è conosciuto anche col nome di Criminese. Questa varietà predilige terreni, sia collinari che pianeggianti, purchè siano vicino al mare, ha una buona produzione, non presenta particolare sensibilità alle malattie ed ha un buon potenziale di accumulo di zuccheri, tanto da renderlo adatto ad un eventuale invecchiamento. Il grappolo è di grande dimensione, conico o piramidale, compatto, talvolta alato, l'acino è medio, tondo, con buccia di colore giallo che in maturazione tende al rosa. Il vino ha un colore giallo paglierino con profumi floreali di fiori bianchi e fruttati di agrumi, con un buon tenore alcolico, una giusta acidità e un buon equilibrio. Abbinato ai piatti della tradizione locale, da' il meglio con primi e secondi piatti di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

giovedì 21 gennaio 2021

VITIGNO PASSAU

Vitigno a bacca nera del Piemonte il Passau è il risultato dell'incrocio del vitigno Dolcetto col vitigno Nebbiolo, ottenuto dal prof. Dalmasso nel 1936, conosciuto anche col sinonimo di Incrocio Dalmasso 17/25. Può considerarsi fratello del vitigno Valentino, anch'esso un incrocio, (postato precedentemente), il Passau è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1977. E' una varietà che predilige terreni collinari argillosi-calcarei di medio impasto, ha una produzione abbondante ed ha una media tolleranza sia agli agenti atmosferici che agli agenti parassitari. Il grappolo è di media dimensione, piramidale, alato, mediamente spargolo, l'acino è molto piccolo, sferoidale, con buccia molto pruinosa, sottile ma consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, tendente al cerasuolo, dal gradevole profumo fruttato, sapido, con una giusta alcolicità, nel complesso un buon vino da pasto, la temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.
 

venerdì 15 gennaio 2021

VITIGNO NEGRONE

Da un progetto del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione FEM di una ventina di anni fa, mirato al recupero delle vecchie varietà che in passato hanno caratterizzato l'ampelografia trentina, è stato riscoperto il Negrone, vitigno a bacca nera del Trentino Alto Adige, un tempo molto diffuso in Valsugana e Vallagarina. Presente fin dall'Ottocento in questi territori e citato da vari studiosi, quali l'Acerbi nel 1825, dal Di Rovasenda nel 1877, dal Goethe nel 1878, fino allo Spagnolli nel 1974, oggi la diffusione di questa varietà è limitata in piccoli ceppi in Valsugana, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2016. Questo vitigno preferisce terreni di collina di media fertilità e si adatta molto bene a varie tipologie di terreni, a quelli poco profondi ma ricchi di calcare, ha una buona produzione, sopporta bene i freddi invernali e non mostra sensibilità alla peronospora e all'oidio. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso granato con profumo fruttato di frutti di bosco, però se viene sottoposto ad un leggero invecchiamento si accentua la nota speziata, al gusto presenta un'acidità e alcolicità media, un corpo medio, mediamente equilibrato, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

martedì 5 gennaio 2021

VITIGNO MAOR

Il Maor, conosciuto anche con i sinonimi di Valderbara e Albara, è un vitigno a bacca bianca del Trentino Alto Adige, presente nella provincia di Trento, in Val di Non e Valsugana. Citato per la prima volta nel 1762 dall'abate Silvestro Domenico Quadri col nome di Valderbara e nel corso degli anni da altri autori, nel 1812 è citato negli Annali dell'Agricoltura del Regno d'Italia e nel 1875 nella Ampelografia Trentina come varietà Maor presente in Val di Non. Grazie al progetto della Fondazione E.Mach-Iasma, questa varietà è stata riscoperta e nel 2009 ha ottenuto l'iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Questa varietà preferisce terreni collinari di media fertilità, ha una buona produzione, sopporta bene i freddi invernali e mostra una buona resistenza alla peronospora e all'oidio, meno alla botrite, si presta molto bene alla produzione di vini bianchi fermi o vini spumanti. Il grappolo è medio-grande, cilindrico, alato, compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di medio spessore, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, dal profumo fruttato e floreale, fine ed intenso, al gusto presenta una leggera acidità, bassa alcolicità, una buona consistenza, mediamente corposo. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.