Il Nigra è un vitigno a bacca nera, ottenuto dal prof. Italo Cosmo negli anni '60, incrociando il Merlot col Barbera, conosciuto anche come Incrocio Cosmo 96. La sua coltivazione si attesta limitatamente nella provincia di Treviso ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1976. Non abbiamo ulteriori notizie, se non quelle riguardanti la sua ampelografia. Ha una buona vigoria, il grappolo è di medie dimensioni, tendenzialmente corto, cilindrico o conico, alato, compatto, l'acino è medio o grosso, sferoidale, con buccia molto pruinosa, spessa e consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con le caratteristiche dei due vitigni, ha molta acidità ed è mediamente alcolico. La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
giovedì 25 febbraio 2021
venerdì 19 febbraio 2021
VITIGNO MAZZESE
Non abbiamo notizie certe sulla sua origine, sappiamo che la prima descrizione risale al 17°sec. ad opera del Micheli, successivamente nel 1858 da Targioni Tozzetti e nel 1992 dal Basso, il Mazzese è un vitigno autoctono a bacca nera della Toscana, presente perlopiù in provincia di Pisa. Conosciuto anche con i sinonimi di Orzese, Rinaldesca, Vajano, Vallano Nero, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. E' una varietà che rischia l'estinzione, il cultivar ideale è su terreni collinari con buona esposizione, asciutti e ventilati, ha una abbondante e costante produzione ed ha una normale resistenza ai parassiti della vite. Il grappolo è di dimensioni medio-grosso, conico, mediamente spargolo, con 1 o 2 ali, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia molto pruinosa, piuttosto consistente, di colore blu. Quasi mai vinificato in purezza, il vino ha un colore rosso rubino scarico, con gradevoli profumi di frutti rossi, con un basso tenore alcolico e di acidità. Vino da tutto pasto, si consiglia la temperatura di servizio 16°-18°.
martedì 16 febbraio 2021
VITIGNO GRUAJA
Vitigno rustico, quasi in via di estinzione, il Gruaja è autoctono a bacca nera del Veneto, conosciuto anche col sinonimo di Gruajo, anticamente era coltivato nella zona di Bassano, in provincia di Vicenza. La prima citazione di questa varietà è dell'Acerbi nel 1825, successivamente viene citato da altri studiosi e nel 1909 il Viala e Vermorel lo citano come sinonimo di Raboso. Oggi la sua presenza si attesta nella zona di Breganze con piccoli appezzamenti e nel 2012 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Questa varietà ha una produzione buona e costante, è poco sensibile alle malattie, il grappolo è di medie dimensioni, conico, da mediamente compatto a spargolo, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di medio spessore, di colore blu-nera. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con note di ciliegia e speziate, presenta al gusto una buona alcolicità e tannicità, una media struttura e buona persistenza. Se le sue uve vengono vinificate in bianco, il vino presenta caratteristiche di maggior interesse, anche per la eventuale spumantizzazione. L'abbinamento ideale è con i piatti della tradizione locale e la temperatura di servizio consigliata varia da 12° a 18°, secondo la tipologia di vinificazione.
VITIGNO SORELI
Altro vitigno, appartenente ai Vitigni Piwi (vitigni resistenti ai funghi), che rientra nel progetto dell'Università di Udine, in collaborazione con l'Istituto di Genomica Applicata, con l'obiettivo di trovare uve da vino resistenti alle malattie, è il Soreli, varietà a bacca bianca, nato dall'incrocio del vitigno Tocai Friulano con una varietà Bianca, detta 20/3, conosciuto anche come UD 34113. Il Soreli, fratellastro del vitigno Fleurtai, è diffuso in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Centro Italia ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2015. Essendo una varietà molto simile in quasi tutte le caratteristiche, sia colturali che ampelografiche, al già citato Fleurtai, il Soreli è un vitigno resistente alla peronospora e all'oidio e una ridotta sensibilità alla botrite. Ha una produzione regolare e costante, il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, mediamente compatto, con 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, spessa, di colore verde con riflessi dorati. Il vino ha un colore giallo paglierino con profumi tropicali di ananas e frutto della passione, intenso, al gusto presenta una buona alcolicità, un'acidità nella media, così come anche la struttura. Assemblato al Fleurtai, questo vitigno si presta alla produzione di vini di buona struttura ed equilibrati dopo un breve periodo di affinamento, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
giovedì 11 febbraio 2021
VITIGNO FLEURTAI
Da un progetto dell'Università di Udine e l'Istituto di Genomica Applicata con l'obiettivo di trovare nuove varietà di uve da vino resistenti alle malattie, detti anche Vitigni Piwi, sono nati diversi vitigni tra cui il Fleurtai, vitigno a bacca bianca, presente sia in Friuli Venezia Giulia che in Lombardia, Veneto e Centro Italia. Il Fleurtai nasce dall'incrocio del vitigno Tocai Friulano e una varietà Bianca, detta 20/3, conosciuto anche come UD 34-111 ed iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2015. E' un vitigno di nuova generazione resistente alla peronospora e all'oidio coltivato perlopiù in zone pianeggianti con terreni alluvionali, ciottolosi, argillosi, ricchi di sabbia. Questa varietà ha una elevata vigoria, una produzione regolare e costante, il grappolo è di medie dimensioni, conico, con 2 ali, mediamente spargolo, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia poco pruinosa, sottile , di colore verde-giallo con sfumature ambrate nella parte esposta al sole. Il vino ha un colore giallo paglierino intenso con profumi fruttati, che ricordano quelli del Tocai Friulano, di pera e mandorla, floreali di fiori bianchi e speziati, al gusto presenta una buona alcolicità, sapidità ed una equilibrata acidità. Si presta per la produzioni di vini giovani o con brevi periodi di affinamento, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°, da abbinare a primi e secondi piatti poco strutturati.
lunedì 8 febbraio 2021
VITIGNO CATANESE NERO E BIANCO
Vitigno autoctono a bacca nera della Sicilia, il Catanese Nero è coltivato nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani. Non abbiamo notizie sull'origine di questa varietà, conosciuta anche col sinonimo di Vesparola, l'unica sua annotazione e descrizione la ritroviamo nel 1825 ad opera dell'Acerbi, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Questa varietà non rientra in alcun disciplinare di produzione di DOC siciliane ed è utilizzato perlopiù per la produzione di vini rosati. Per quanto riguarda le attitudini colturale il Catanese Nero è un vitigno che predilige terreni argillosi-calcarei, asciutti e ben soleggiati, il sistema di allevamento è ad alberello, ha una produzione buona e costante, è poco resistente alle avversità climatiche, teme l'umidità, ha una normale resistenza ai parassiti, meno alla muffa. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, allungato, spesso con 1 o 2 ali, l'acino è grosso, irregolare, sferico o ellissoidale, con buccia pruinosa, sottile, di colore blu-nero. Utilizzato quasi sempre in uvaggio con altri vitigni della zona, il vino ha un colore rosso rubino, con una buona acidità e alcolicità, adatto per la produzione di vini da pasto rosati, ma anche rossi. La temperatura di servizio consigliata è 14°-18°, specificatamente alla tipologia di vino.Il Catanese Bianco è un vitigno autoctono a bacca bianca della Sicilia, coltivato in provincia di Trapani, ma ormai quasi in via di estinzione. Alcuni studiosi ritengono che questa varietà sia una variante a bacca bianca del Catanese Nero, altri affermano che potrebbe trattarsi di un biotipo del vitigno Carricante. La causa del progressivo abbandono è dovuto, molto probabilmente, alla spiccata sensibilità alle malattie parassitarie, principalmente alla peronospora. Il grappolo è medio, conico, spargolo, spesso alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, spessa, di colore verde-giallo. Il vino non è particolarmente apprezzato, ha un colore giallo paglierino scarico con profumi floreali quasi neutri, sapido, asciutto, di buon corpo ed equilibrio. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
giovedì 4 febbraio 2021
VITIGNO BRACCIOLA NERA
La costiera settentrionale della Toscana, parliamo della provincia di Massa Carrara, e le Cinque Terre, in Liguria, provincia di La Spezia, sono le zone di produzione della Bracciola Nera, vitigno autoctono a bacca nera, che entra nella composizione della DOC Colli di Luni, assemblato ad altri vitigni della zona. La prima citazione e descrizione di questa varietà risale al 1622 ad opera di Soderini, successivamente viene citato dall'Acerbi nel 1825 e dal De Astis nel 1937 e viene iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970. La Bracciola, conosciuta anche coi sinonimi di Braciola, Bracciuola, Brassola, è un vitigno rustico, ha un'abbondante produzione, una normale resistenza alle malattie della vite ed ha una maturazione tardiva con una elevata acidità. Le caratteristiche ampelografiche di questo vitigno sono le seguenti: il grappolo è di grossa dimensione, cilindrico, mediamente spargolo, alato, l'acino è medio, non omogeneo, con buccia molto pruinosa, di medio spessore, consistente, di colore blu-nera. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, dagli aromi fruttati , freschi, mediamente alcolico, con una elevata acidità, poco equilibrato, di regola utilizzato in assemblaggio. E' un vino da tutto pasto, indicato per i piatti della tradizione locale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
martedì 2 febbraio 2021
VITIGNO VEGA
Il Vega, conosciuto anche come Incrocio Dalmasso 2/26, è un vitigno a bacca bianca, ottenuto nel 1937 dal prof. Dalmasso incrociando il vitigno ungherese Furmint, noto per la vinificazione del vino Tokaj, col vitigno friulano Malvasia Istriana. Nel 1977 questa varietà è stata iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, predilige terreni di medio impasto, ha una buona produzione ed ha una media resistenza sia agli agenti parassitari che alle avversità climatiche, oggi la sua coltivazione si attesta perlopiù nel Veneto. Il grappolo è di piccole dimensioni, tozzo, alato, mediamente compatto, l'acino è piccolo, sferico, con buccia di colore verde-giallo, che con la maturazione tende al color ruggine. Il vino ha un colore giallo paglierino chiaro, leggermente frizzante, poco profumato, fresco, sapido, poco alcolico, leggero di corpo. Il suo abbinamento ideale è con primi e secondi poco strutturati, piatti a base di pesce, minestre, bolliti, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)








