giovedì 4 giugno 2020
VITIGNO TURCA
La Turca, vitigno a bacca nera, conosciuto già all'epoca dell'Impero Austriaco e diffuso in Trentino e Veneto, dopo la Grande Guerra è stato quasi abbandonato per la scarsa produttività. Grazie all'intuizione del proprietario della cantina La Montecchia del Conte Emo Capodilista e di un vivaista del Friuli, questo vitigno è stato recuperato e ripiantato. Oggi la sua maggiore coltivazione è nel Bellunese e nel comune di Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, con qualche appezzamento anche in Trentino. Il nome deriverebbe dal termine dialettale trentino "turco" che significa "pesante, duro, aspro", che è la caratteristica del vino prodotto, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Non bisogna confondere il vitigno Turca col vitigno Turchetta, a bacca nera, diffuso in provincia di Rovigo, e col vitigno Uva Turca della Puglia, a bacca bianca, utilizzata come uva da tavola. L'areale di coltivazione sono i Colli Euganei, ha una buona e regolare produzione e una buona resistenza alle malatti e ai parassiti. Il grappolo è piccolo. cilindrico, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferico, con buccia molto pruinosa, di media consistenza, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, dal profumo fruttato di frutti di bosco, prevalentemente di mora, in bocca ha una buona alcolicità e acidità, del tannino ben evidente e spesso astringente, un ottimo corpo. La cucina tradizionale del territorio è l'abbinamento ideale per questo vino, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
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