lunedì 29 marzo 2021

VITIGNO ROSSONE

L'ARSIA Toscana, Agenzia per lo Sviluppo e Innovazione Agricolo, ha identificato e recuperato vitigni autoctoni in via di estinzione, tra cui il Rossone, varietà a bacca nera prevalentemente coltivata nelle province di Siena, Arezzo e Firenze. Citato in passato da vari studiosi, da Incisa nel 1852, da Lawley nel 1870, dal Di Rovasenda nel 1877, nel Bollettino Ampelografico del 1881 e del 1883, fino al Breviglieri e Casini nel 1964, sono le uniche notizie che abbiamo, la sua iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite è del 2010. Il Rossone è un vitigno con una buona vigoria e una regolare produzione, ha una scarsa sensibilità all'oidio e alla botrite, media alla peronospora. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia consistente, mediamente pruinosa, di colore rosso-violaceo. Difficilmente vinificato in purezza, il vino ha un colore rosso rubino scarico, fruttato, di sapore acido e astringente, con un contenuto medio-basso di zuccheri. La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

mercoledì 24 marzo 2021

VITIGNO PICCOLA NERA

La Piccola Nera, nota anche con i sinonimi di Nera Tenera e Mala Cerna nella zona del Carso, è una varietà autoctona a bacca nera del Friuli Venezia Giulia, coltivata prevalentemente in provincia di Trieste, attualmente la si trova in piccoli appezzamenti anche in Trentino. Non si hanno notizie certe su questo vitigno che spesso, in passato, veniva associato, erroneamente, come componente della famiglia dei vitigni Schiava, la sua iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite risale al 1970. Predilige terreni collinari argillosi-calcarei con buona esposizione, ha una produzione normale e costante ed una normale tolleranza ai parassiti e alle avversità. Il grappolo si presenta di dimensioni medio-piccolo, tozzo, conico, compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-violaceo. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, quasi rosato, fruttato, delicato, poco acido e tannico, debole di corpo, da bere giovane. La temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.
 

lunedì 22 marzo 2021

VITIGNO MELARA

Antico vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia Romagna, noto anche col sinonimo di Merlara, Leck e Lec Bianco, il Melara è coltivato nella Val d'Arda e nella zona di Bobbio, nella Val Trebbia, in provincia di Piacenza, dove è chiamato Lecco di Bobbio. Le notizie sulla sua origine e sulla documentazione storica sono scarse, sappiamo soltanto che era presente in queste zone già dal Settecento, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1999. Il nome sembra derivare dall'aroma di miele che il vino assume dopo l'appassimento delle sue uve, entra nella composizione della DOC Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno assieme ai vitigni Bervedino e Santa Maria. Il Melara predilige terreni collinari argillosi-calcarei con una buona fertilità e buona esposizione, ha una bassa produttività e presenta una media tolleranza alle crittogame. Il grappolo è di media dimensione, tronco conico o piramidale, da compatto a mediamente compatto, l'acino è medio-grande, sferoidale, con buccia di colore giallo-verde. Il vino ha un colore giallo paglierino carico, tendente al dorato, con profumi di fiori bianchi, miele, spezie, con un leggero sentore di moscato, in bocca ritornano le nuance percepite al naso, è pieno, con una buona acidità e presenza di zuccheri, è equilibrato con una buona persistenza e una leggera nota aromatica. Ottimo vino da meditazione, accompagna molto bene torte, pasticceria secca, cioccolato, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.
 

giovedì 18 marzo 2021

VITIGNO FORSELLINA

Il Forsellina è un vitigno autoctono a bacca nera della provincia di Verona, in Veneto, di cui si conoscono poche notizie. Conosciuto anche con i sinonimi di Forselina, Forsellana Pignola, della Forsella, la prima citazione risale al 1824 ad opera del Pollini, successivamente dall'Acerbi nel 1825, fino ad arrivare al 1939 dal Cosmo, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1987. E' una varietà che ha una buona vigoria e una normale produzione, tollera bene sia le avversità climatiche sia le malattie crittogamiche. Il grappolo è di media dimensione, cilindrico, compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu. Generalmente usato in uvaggi, rientra in vari disciplinari, quali Bardolino e Valpolicella, il vino ha un colore rosso rubino, leggermente aromatico, dal profumo fruttato, al gusto presenta una buona sapidità e un buon corpo. La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

lunedì 15 marzo 2021

VITIGNO CAVRARA

Il vitigno Cavrara è un autoctono a bacca nera del Veneto, diffuso fin dal 1700 nell'Alto Vicentino, tra Bassano e Marostica, successivamente si è diffuso anche in provincia di Padova e Treviso. Esistono diverse varietà, dette Cavrare, che localmente prendono diversi nomi, come Cavrara del Monte, Cavrara del picciuolo verde, Cavrara della Madonna, purtroppo a causa della sua incostante produttività è un vitigno in via di estinzione, anche se il vino prodotto ha caratteristiche qualitative molto interessanti. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2007. La sua produzione è buona, ma incostante, ha una buona tolleranza alle malattie, il grappolo è di dimensione media, piramidale, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-grosso, ellissoidale, con buccia molto pruinosa, spessa, consistente, di colore blu-nero. Vinificato in purezza, il vino ha un colore rosso rubino intenso, con profumi fruttati di lampone e mirtillo, presenta un buon livello di alcolicità e acidità, ben strutturato, di corpo. L'abbinamento ideale è con primi piatti strutturati, secondi di arrosto, carni alla brace e in umido, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

sabato 13 marzo 2021

VITIGNO BRAGAT ROSA

La storia di questo vitigno è un po' particolare, in quanto appartiene alla famiglia dei Brachetti, ma non può essere chiamato e classificato Brachetto per non confonderlo col più famoso Brachetto d'Acqui. Nel 2014, infatti, è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite col nome di Bragat Rosa, modificando così il vecchio nome di Brachetto a Grappolo Lungo, è conosciuto anche con i sinonimi di Brachettone e Brachetto del Roero. Il Bragat Rosa è un vitigno a bacca blu-violetto, aromatico, autoctono del Piemonte, presente esclusivamente nell'altra famosa zona vitivinicola in provincia di Cuneo, cioè il Roero, posta sulla sponda sinistra del fiume Tanaro. Il nome deriva dalla colorazione che presenta il vino e non dalla colorazione delle sue bacche. Presente fin dall'Ottocento in questa zona, la sua coltivazione era destinata, generalmente, come uva da tavola e per ottenere un vino secco e profumato da destinare ad occasioni speciali. Il Roero è una zona collinare argillosa-calcarea, in questo ambiente questa varietà esprime tutta la sua potenzialità, ha una buona e costante produzione, ha una buona tolleranza alle malattie. Il grappolo è di grande dimensione, allungato, cilindrico o piramidale, alato, mediamente spargolo, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, consistente, di colore blu-violetto. La produzione del vino si attesta sulla tipologia secco, spumante, dolce, le ultime due sono quelle più utilizzate. Il vino, che di regola viene denominato Birbet, ha un colore rosso cerasuolo, aromatico, con profumi di rosa, lampone, pesca, agrumi, fragrante, con una gradevole nota acida, di corpo. L'abbinamento con cibo varia secondo la tipologia, da piatti poco strutturati alla pasticceria, la temperatura di servizio consigliata segue la sua tipologia che varia da 5° a 14°.
 

giovedì 11 marzo 2021

VITIGNO VERDEALBARA


 Vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino Alto Adige, conosciuto anche con i sinonimi di Uva da donna, Albara, Ortlieber, il Verdealbara è presente nella Vallarsa e Valle di Terragnolo, in provincia di Trento. Un tempo presente anche in Vallagarina e Valsugana, la prima citazione la troviamo nel 1825 ad opera dell'Acerbi, mentre nel 1877 veniva citato col nome di Ortlieber nella collezione dell'Istituto Agrario di San Michele. Il nome deriva, molto probabilmente, dalla colorazione della buccia delle sue uve alle prime luci dell'alba. Questa varietà è iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2007, mentre nel 2018, dopo un attento studio, è stato stabilito la sua sinonimia col vitigno Erbamat. Preferisce terreni di collina di media fertilità, ma si adatta molto bene anche in quelli meno dotati, ha una buona produzione, sopporta bene i freddi invernali ed ha una buona resistenza alla peronospora e all'oidio, meno alla botrite. Il grappolo è di media dimensione, cilindrico, compatto, l'acino è medio, arrotondato, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo. Vitigno particolarmente indicato per la produzione di vini bianchi fermi, spumanti e vini da dessert a vendemmia tardiva, il vino ha un colore giallo paglierino con aroma fruttato, floreale e leggermente speziato, presenta una elevata acidità e un buon tenore alcolico, ha una buona consistenza e un corpo medio. L'abbinamento dipende dalla tipologia del vino, dai piatti a base di pesce, a quelli poco strutturati, ai formaggi poco stagionati, alla pasticceria. La temperatura di servizio consigliata, rispetto alla tipologia, varia da 8°-14°.

mercoledì 10 marzo 2021

VITIGNO SAGRESTANA


 Da una ricerca dell'ERSA, Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia, sono stati scoperti alcuni vitigni autoctoni dimenticati da più di un secolo. Tra questi è stato individuato nel 2001 in un vigneto storico del Friuli, la Sagrestana, varietà a bacca bianca, il cui nome è stato attribuito da Carlo Petruzzi e nel 2014 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Questa varietà sembra avere molte affinità con il Verduzzo Friulano, mentre alcuni affermano che potrebbe essere un incrocio tra Verduzzo Friulano e Picolit, ma al momento non è possibile verificare questi ipotesi perchè il tutto è ancora in fase di accertamento e di studio. Dalle ultime notizie emerse la pianta ha una maturazione molto tardiva ed una produzione elevata. Il grappolo si presenta di dimensioni medio-grandi, di forma conico, compatto, con diverse ali, l'acino è medio-piccolo, sferoidale o ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino presenta una colorazione giallo paglierina, fruttato e floreale, con un apporto zuccherino e acidità buona, ben strutturato ed equilibrato, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

lunedì 8 marzo 2021

VITIGNO RIPOLO

Il Ripolo, conosciuto anche con i sinonimi di Ripoli o Uva Ripola, è un vitigno autoctono a bacca bianca della Campania, presente nella Costiera Amalfitana, nei comuni di Furore e Positano, in provincia di Salerno. Notizie della seconda metà dell'Ottocento davano la sua presenza alle pendici dei Monti Lattari, nei comuni di Gragnano e Castellammare, oggi rientra nella Doc Costa d'Amalfi-Sottozona Furore ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2005. La caratteristica morfologica della Costiera Amalfitana fa si che la coltivazione di questa varietà viene definita come "eroica" su terrazzamenti ed allevata a pergola. Gode di una buona esposizione solare ed è  mitigata dall'aria marina, la sua produzione è contenuta e non sempre costante. Il grappolo ha una dimensione media, cilindrico o piramidale, spargolo, alato, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, sottile, di colore giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, con aromi di frutta esotica, albicocca, miele, presenta una buona morbidezza, un'acidità contenuta e un buon livello alcolico. Ottimo il suo abbinamento con piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

venerdì 5 marzo 2021

VITIGNO PELAGOS

Vitigno piede franco a bacca nera autoctono coltivato esclusivamente solo nel comune di Bagnocavallo, in provincia di Ravenna, il Pelagos deve il suo nome al termine dialettale pela-gargarozzo, cioè raschia-gola, per via della sua alta acidità e tannicità. Non abbiamo notizie specifiche, sappiamo soltanto che questa varietà era coltivato in questo territorio da prima dell'ultimo conflitto mondiale. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2011 e per queste sue caratteristiche di acidità viene indicato più adatto alla vinificazione in spumante. Il Pelagos è un vitigno molto vigoroso con una buona produzione, è ritenuto una varietà cosidetta "difficile" da coltivare ed ha una buona tolleranza alle crittogame. Il grappolo è di dimensione medio-piccolo, cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con profumi fruttati di ribes, ciliegie, floreali di rosa, al gusto si presenta molto acido, tannico, con una buona concentrazione zuccherina, di buon corpo. Il suo abbinamento a primi piatti strutturati, paste al forno, a secondi di carne e formaggi stagionati è ideale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.